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700) – 1984 – Monte Sinai – Ho sempre avuto un pensiero di
riconoscenza per quanti, solo per dovere, hanno sacrificato la vita in
inutili guerre.
Come volli
andare al Ponte di Perati (e in tanti altri posti in Italia e all’estero),
così, 40 e più anni fa (1983 o 1984) mi recai, coi due figli ancora ragazzi,
in Egitto, per raggiungere il Sacrario di El Alamein. Non era un viaggio
organizzato, ma inventato da me, con zaino in spalla ed abbastanza
avventuroso.
Cominciammo
col monte Sinai, dove feci le prime foto; ma erano diapositive e la pellicola
– comprata in loco - era scadente. Quindi, sono orribili, stinte, macchiate,
eccetera, ma non posso più farci niente. Comunque, se volete vedere foto di
El Alamein belle, cercate su internet El Alamein-immagini.
Qui, è il
figlio diciassettenne (Michele) che, sulla vetta del Sinai, mima Mosè che
riceve le tavole della Legge.
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701 – 1984 – Monte Sinai – Questo è il quindicenne
Antonio, ora professorone di filosofia, che imita Mosè.
C’eravamo
solo noi, perché c’è una scalinata fatta di pietroni ( 40/45 centimetri) con
olte 4000 gradini e le raccomandazioni dicevano di partire al mattino non
dopo le 4, perché col sole d’agosto l’esposizione è pericolosa. Ma avete mai provato
a far alzare ragazzi di quell’età alle 3? Fu già tanto se arrivammo alle 8 ad
iniziare la salita; incrociammo soltanto un giovanotto francese ritardatario
che scendeva.
Quando, a
mezzogiorno suonato, ritornammo al campo eravamo veramente cotti e suonati.
Avevamo fatto tappa all’Ostello della Gioventù nel Monastero di Santa
Caterina (luogo da visitare, indipendentemente dalla vetta del Sinai).
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702 - 1984 - El Alamein – I miei rampolli
davanti al
SACRARIO
MILITARE ITALIANO DI ELALAMEIN
Si
legge male, ma c’è scritto così.
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703 – 1984 El
Alamein – Il piccolo che, arrampicato sulla piramide commemorativa, legge le
varie dediche.
La più grande dice semplicemente:
DIVISIONE FOLGORE LEGIONE D’ANIME A PRESIDIO DEL DESERTO.
Poi, c’è quella dei Carabinieri, dei
Marinai, degli Avieri, degli Alpini, dei Paracadutisti, dei Fanti, eccetera.
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704 – 1984 – El
Alamein – I miei due davanti al Sacrario italiano.
Ripeto ancora una volta, le diapositive
erano deteriorate, ma ho voluto pubblicare le originali, perché dimostrano la
presenza dei miei figli, mentre potevo copiarle, bellissime, da internet.
Sulla cima, in alto, ma si vede poco,
sventolava il tricolore.
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705 – 1984 – El Alamein – Una storica ridotta (non
ridotta Capuzzo) di cui ora mi sfugge il nome, dove avvenne la resa dei
superstiti per esaurimento delle munizioni.
La
presento, perché finalmente compaio anch’io.
Nel
complesso, il viaggio fu commovente ed interessantissimo, anche se parecchio
avventuroso. Ad esempio, quel pomeriggio, trovammo una corriera che da
Alessandria andava a Marsa Matruh e la prendemmo fino ad El Alamein, dove
scendemmo solo noi; il paese di El Alamein distava alcuni chilometri.
La visita
durò a lungo ed eravamo solo noi, con un pigro e solitario guardiano che
fumava il narghilé. Sul far della sera, ci accorgemmo che non passavano autobus
per il ritorno e ci mettemmo sulla strada litoranea a fare autostop. Passò
ancora un autobus, ma non ci caricò, perché eravamo senza passaporto (lo
teneva l’alberghetto). Finalmente, un camioncino che trasportava Coca-cola ci
prese a bordo, io coll’autista e i figli fra le bottiglie e ci portò
gentilmente fino al nostro alberghetto, deviando dal suo itinerario. Non
volle alcuna mancia e, durante il viaggio, ci dissetò colla Coca-cola (ce
n’era proprio bisogno…).
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706 – 1984 – El
Alamein – E’ l’unica diapositiva rimasta decente, forse perché scattata al
chiuso.
Il Museo non fa partigianerie,
contiene reperti di tutte le parti combattenti. Qui, il “piccolo” Antonio si
pavoneggia davanti al settore dedicato all’Africa Korps, quello di Rommel.,
la cosiddetta Volpe del Deserto.
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707 – 1984 – El
Alamein – Il figlio diciassettenne sotto la scritta che riporta il giudizio
che diede Rommel (tedesco, per chi non ricorda la storia…) dei soldati
italiani.
Con questa sbiadita foto si chiude il
mio omaggio ai caduti ed ai reduci di El Alamein. Non dimentichiamo che, fra
i reduci, dopo anni di prigionia, ci fu anche Agostino Settimo, che, proprio
per il suo comportamento in Africa ricevette menzione al valore. Peccato che
ne abbia perso il testo; se qualche discendente di Agostino me lo fornirà, lo
inserirò in questa pagina o in altra parte del sito.
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