(Ottobre 2010)

Bella 67

(Novembre 2011)


AMMIRAZIONE

 

Come cambiano gli uomini! O non cambiano? Penso al nostro amato Grande Vecchio, a quando si accodava a Togliatti per prostrarsi di fronte al marxismo-leninismo trionfante in Russia. Era il Paradiso Terrestre, che il Piccolo Padre (Stalin) impose, ad esempio,  anche in Ungheria. Nel 1956, quando migliaia di coraggiosi insorsero e i panzer (uso il termine di proposito) sovietici li massacrarono, che disse il Grande Vecchio? Andate a rileggere i giornali dell’epoca: bollò gli insorti come banditi e lodò i massacratori come apportatori di civiltà.

Conosceva certamente la storia della Russia; i compagni facevano la coda per attingere il Verbo da Togliatti ad ogni suo ritorno da Mosca.

Eppure, meditando la storia scritta da un grande russo vivente, leggo un brano da una lettera di Lenin del 19 marzo 1922: "Quanti più esponenti della borghesia reazionaria e del clero reazionario riusciremo a fucilare, tanto meglio sarà". Più avanti, l'autore del saggio dice: "Nel solo anno 1922 vennero fucilati 2.691 sacerdoti, 1962 monaci e 3.447 monache".

Ma a quel tempo non era nato, obietterà qualcuno. Nemmeno io, ma un po’ di storia la conosco, senza ora farla. L’obiezione, però, non vale più, leggendo avanti.

 Lo storico prosegue: "La terza ondata di persecuzioni che ebbe luogo dal 1929 al 1931 provocò 50.000 arresti e 5.000 esecuzioni capitali di fedeli ortodossi". Ancora: "Tra il 1937 ed il 1938 ci furono 165.200 arresti per motivi di fede, di cui 106.800 esecuzioni capitali".

E mi fermo qui, pensando ai nostri bravi adoratori del Piccolo Padre.

Ora, il Grande Vecchio si sgola a predicare moralità e civismo, a tuonare che il Governo deve fare meglio, ma non dice come. Certo che, peggio dell’inserimento a pettine, da Lui favorito, non c’è niente.

Io, alle conversioni premiate con lauti incarichi pubblici credo poco, ma le ammiro.

 

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