Bella
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(Novembre 2011)
AMMIRAZIONE
Come cambiano gli uomini! O non
cambiano? Penso al nostro amato Grande Vecchio, a quando si accodava a
Togliatti per prostrarsi di fronte al marxismo-leninismo trionfante in Russia. Era
il Paradiso Terrestre, che il Piccolo Padre (Stalin) impose, ad esempio, anche in Ungheria. Nel 1956, quando migliaia
di coraggiosi insorsero e i panzer (uso il termine di proposito) sovietici li
massacrarono, che disse il Grande Vecchio? Andate a rileggere i giornali
dell’epoca: bollò gli insorti come banditi e lodò i massacratori come
apportatori di civiltà.
Conosceva certamente la storia
della Russia; i compagni facevano la coda per attingere il Verbo da Togliatti
ad ogni suo ritorno da Mosca.
Eppure, meditando la storia
scritta da un grande russo vivente, leggo un brano da una lettera di Lenin del
19 marzo 1922: "Quanti più esponenti della borghesia reazionaria e del
clero reazionario riusciremo a fucilare, tanto meglio sarà". Più avanti,
l'autore del saggio dice: "Nel solo anno 1922 vennero fucilati 2.691
sacerdoti, 1962 monaci e 3.447 monache".
Ma a quel tempo non era nato,
obietterà qualcuno. Nemmeno io, ma un po’ di storia la conosco, senza ora
farla. L’obiezione, però, non vale più, leggendo avanti.
Lo storico prosegue: "La terza ondata di
persecuzioni che ebbe luogo dal 1929 al 1931 provocò 50.000 arresti e 5.000
esecuzioni capitali di fedeli ortodossi". Ancora: "Tra il 1937 ed il
1938 ci furono 165.200 arresti per motivi di fede, di cui 106.800 esecuzioni
capitali".
E mi fermo qui, pensando ai nostri
bravi adoratori del Piccolo Padre.
Ora, il Grande Vecchio si sgola a
predicare moralità e civismo, a tuonare che il Governo deve fare meglio, ma non
dice come. Certo che, peggio dell’inserimento a pettine, da Lui favorito, non
c’è niente.
Io, alle conversioni premiate con
lauti incarichi pubblici credo poco, ma le ammiro.
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