LA MENTE O IL BRACCIO? (Luglio 2012)

      Mio figlio Michele Ferrero, il secondo da sinistra, a braccetto col ministro Profumo (al centro), a Pechino.

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      Sul CORRIERE DELLA SERA Luciano Canfora (esperto ed equilibrato studioso, oltre che giornalista) pubblicò il seguente articolo, che mi permetto di trascrivere (con qualche abbreviazione), nella speranza che il Ministro lo rilegga.

“””Sembra di retroguardia la "battaglia del latino"

E invece non lo è affatto: tutti i rami del sapere hanno pari dignità. Solo i parvenus pensano che scienze cosiddette dure più lingua inglese bastino a formare cittadini consapevoli e ceti dirigenti capaci di pensare. Potremmo osservare che nella lontana Cina è appena terminata la stampa dell'edizione bilingue (latino e cinese) del Corpus iuris giustinianeo. La Cina infatti, volendosi dotare di un apparato giuridico moderno e organicamente strutturato, ha preferito il diritto romano al "Common Law" anglosassone. Solo agli ignoranti notizie di questo genere non fanno impressione.
      Il balbettio che anni addietro inneggiava alle "tre i" non porta lontano: semmai abbrutisce. Archivi e biblioteche d'Europa (e degli Usa in quanto approdo di ingenti materiali bibliografici di pregio trasmigrati nel tempo, in varie guise, dall'Europa) pullulano di testi, manoscritti e a stampa, in latino e anche in greco o bilingui. Un bel problema per bibliotecari e archivisti.(omissis)......
      Il 12-14 aprile scorsi si è svolto a Torino un importante convegno promosso dal Miur e dal Liceo Internazionale di Ivrea (diretto da Ugo Cardinale) sullo stato di salute delle lingue classiche nelle scuole d'Europa. (omissis).... Hanno parlato autorevoli docenti di Spagna, Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Finlandia, Russia, Grecia, Ungheria e Italia. (omissis).... Da noi però già qualcuno vuol buttare fuori il latino dal liceo scientifico: una vera volgarità, degna delle menti che partorirono, per l'università, l'infame tre + due, ormai riconosciuto da tutti come una tragica buffonata. Ben vengano dunque gli appelli francesi di cui ha detto ieri Avvenire. (omissis).....”””

Se il signor Ministro della P. I., che è tanto un brav’uomo, oltre che i listini di borsa, le cedole dei suoi stipendi e tanti tanti libri di tecnica, di economia e di gestione aziendale, legge anche il Corriere on line, dovrebbe meditare sul seguente articolo di Marco Del Corona, apparso il 18 Giugno 2012:

“””Latino, nasce in Cina il primo centro studi

Qualcuno lo affronta come complemento dello studio delle lingue europee, non necessariamente neolatine. Qualcuno è mosso da una genuina curiosità per il mondo classico. Qualcun altro si accontenta di raccogliere crediti per i propri punteggi universitari.
      "Ma c'è anche chi in Cina si mette a studiare latino perché permette di uscire dall'omologazione di curricula spessissimo troppo simili. Aggiunge qualcosa di sorprendente e di inatteso": lo spiega Michele Ferrero, cattedra di latino alla Beiwai, l'Università di Studi stranieri di Pechino, che adesso è anche il direttore di Latinitas Sinica, il primo centro studi nel suo genere nella Repubblica Popolare.
      Voluta da un accademico cinese (Zhang Xiping, direttore del centro di ricerche nazionale di sinologia d'oltremare) e finanziata da anonimi mecenati di Hong Kong, l'istituzione segue di un anno la prima "Conferenza sull'insegnamento del cinese in Cina". Per adesso ha piani ambiziosi, un vasto terreno vergine davanti a sé e una piccola legione di latinisti e studiosi sia a Pechino sia a Roma che sostengono l'iniziativa, che ha debuttato venerdì 15.
      Come aggiunge Ferrero, che insegna a Pechino dal 2009, il centro integra il lavoro del centro di sinologia dove un peso enorme hanno i lavori dei missionari-linguisti-antropologi che tra Cinquecento e Settecento scrivevano appunto in latino. Latinitas Sinica ha un'agenda che per ora contempla "il sostegno ad attività accademiche di insegnamento della lingua latina; la promozione di ricerche nel campo del latino in Cina; la ricerca nel campo della sinologia di lingua latina; la ricerca nel settore delle traduzioni latine-cinesi". Inoltre conta di offrirsi "alla società cinese come riferimento per l’insegnamento del latino" e pubblica un Journal of Latin Studies in China.”””

Meditate, Ministri tutti, meditate! Vi pare troppo impegnarsi per il latino? Per tanti, forse sì; allora, almeno, cercate di formare persone fornite di logica, che sappiano ragionare (il che non vuol dire saper risolvere i problemi algebrici), che abbiano equilibrata personalità, insomma, che abbiano quelle qualità che si acquistano soltanto con lo studio della filosofia, che – ripeto per l’ennesima volta – dovrebbe essere rafforzata ed introdotta in tutte le scuole secondarie di secondo grado. E lo studio del latino che cos'è, se non sforzo per la comprensione del pensiero e delle azioni dell'umanità a noi più vicina? A volte mi domando: i nostri governanti sanno che cos’è la formazione umana?

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