PROVVEDE REMO? (Giugno 2016)

      Caro Beato Angelo Carletti, compatrono della Città di Cuneo,

      Sentendo la discussione fra vicini di casa, relativa alla storia dei murati vivi, la mia nipotina (scuola materna) fu colpita da un signore che tirò in ballo il suo amichetto d'asilo, Remo. Asserì il vicino che il Sindaco, o chi per esso, a proposito dell'errore in foto, disse in modo solenne: "Provvederemo!". Poverina, dovetti spiegarle che Remo non c'entra, non deve provvedere, senza aggiungere che chi dovrebbe farlo svicola.
      Caro Beato, come giudichi le persone, specie se hanno posti di responsabilità? Io, non avendo la Tua levatura dottrinale, li giudico dalle piccole cose che dovrebbero fare e non fanno. Altri li giudicano dalle grandi opere, bellissime ed utilissime, ma non sempre obbligatorie. Io non arrivo a tanto, mi limito ai fatti. E' la quarta volta che ripeto: c'è stato un errore, su questo non ci piove (usi anche Tu questa frase?). Si presentò un piano di costruzione che prevedeva quell'uscita a livello stradale, si ottenne la licenza di costruzione, si costruì e poi il Comune costruì una strada che annulla quanto autorizzato in licenza.
      Caro Beato, le persone serie sarebbero corse ai ripari. In che modo? Prima di tutto accertando se l'errore fu di chi approvò il progetto di costruzione e rilasciò la licenza; in secondo luogo accertando se la costruzione avvenne secondo quanto autorizzato in licenza; in terzo luogo accertando se la costruzione della strada doveva o meno tener conto delle costruzioni abitative autorizzate.
      Fatto questo, non rimaneva che provvedere (il Municipio, non il Remo di mia nipote...) a ridare a Cesare (i murati vivi) ciò che è di Cesare, addebitando la non indifferente spesa a chi commise l'errore. Ma, prima di tutto, Ti ripeto - anche se Tu non ne hai bisogno - , accertare chi commise l'errore.
      Caro Beato, passano gli anni, ma il Sindaco non riesce (eufemismo) a scoprire l'autore dell'errore. Mi dicono che se ne sia lavato le mani, facendo finta di non vedere e offrendo una piccola somma ai murati vivi affinché provvedessero personalmente. Il che, come anche Tu puoi vedere, è pura ipocrisia, dal momento che non si può provvedere senza toccare la strada pubblica ed i privati non lo possono fare.
      Ma, caro Beato, cerchiamo di capire anche la Superiorità: in fondo, i murati vivi chi credono di essere? Forse immigrati clandestini (grandi e grossi, non perseguitati) da ospitare, mantenere, coccolare e perdonare se spacciano? Ma va là, sono semplici cittadini italiani, che faticano per arrivare alla fine del mese... Che cosa pretendono?
             Caro Beato, questi piccoli atti (dovuti, se non altro, per onestà) non attirano voti, non richiamano i titoli dei giornali, non aprono la strada all'onorificenza superiore, sono solo atti d'onestà. Non sono più di moda nel mondo politico, Te ne devi convincere.
      Con devozione, il Tuo fedelissimo
                                                                              Giovannino del maestro

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