Caro Beato Angelo Carletti, compatrono della Città di Cuneo,
Ti è mai successo di trovarti una multa sul parabrezza? Probabilmente no, perché andavi a piedi. A me è successo, dopo 54 anni di permanenza a Cuneo. Ti stupirà che ne parli, e Ti dico subito che lo faccio non per la piccola entità, ma per il riflesso sul tipo di onestà della Cocciuta.
Il 13 Novembre scorso, alle 8,47, la Matricola 46 (così è anonimamente firmata la taglia; io, nei miei oltre 40 anni di servizio al pubblico, sugli atti, oltre la qualifica, mettevo sempre nome e cognome in chiaro più la firma) trovò che la mia auto, piccola, nera come Calimero, vecchia (17 anni) era parcheggiata fuori righe in via San Giovanni Bosco. La Matricola 46 è un fenomeno, fotocopia dei fenomeni membri della Cocciuta: la mia macchinetta (e Tu, dall’altro, potresti testimoniarlo), non era in via San Giovanni Bosco, ma in via Giacomo Matteotti. Però, era fuori righe bianche. La Matricola 46 è scusabile, perché probabilmente, ammesso che sappia chi era San Giovanni Bosco e chi era Giacomo Matteotti, ha solo confuso i personaggi. Ma, sai, l’assunzione della Matricola 46 non l’hai fatta Tu e nemmeno io; chi la fece, evidentemente, aveva buone ragioni per accontentarsi. Io mi pento e mi dolgo, ma sai che nelle assunzioni ero più cattivo.
Sarai sorpreso, caro Beato, perché ammetto di essere fuori righe bianche, anche se ero rigorosamente a destra, rigorosamente distante dalle strisce di attraversamento pedonali, rigorosamente distante dall'incrocio, rigorosamente non costituente pericolo (così direbbe il codice della strada...). Potrei limitarmi al fatto che non ero in via San Giovanni Bosco, dove dice di avermi visto Matricola 46, ma sarebbe una piccolezza. In linea generale, mi stupisco di una cosa: nelle strade in cui non ci sono strisce bianche si parcheggia senza strisce e basta, purché si sia rigorosamente a destra, rigorosamente distanti dalle strisce di attraversamento pedonali, rigorosamente distanti qualche metro da eventuale incrocio, rigorosamente non costituenti pericolo; evidentemente lo stesso non vale se ci sono strisce bianche (cominciavano 30 cm. dietro). Ma lascia perdere.
Però, volendo imparare, quel mattino, alle 9,01 (cioè, non appena uscito da Messa ai Salesiani e aver letto la taglia) percorsi di proposito via San Giovanni Bosco e via Giacomo Matteotti: trovai 5 (4+1) auto parcheggiate fuori strisce, presumo di onesti lavoratori che la lasciano tutto il giorno, non 35 minuti, come me: parabrezza tutti puliti. Come erano puliti due ore dopo, quando ripassai di proposito per capacitarmi.
Caro Beato, non Ti viene il sospetto che si voglia che si smetta di andare a Messa? Non pensarlo, non è così. “ State contenti, umana gente, al quia”, disse il vecchio Dante, e anche Tu non indagare sui misteri, specie su quelli della Cocciuta. In ogni caso, nei giorni feriali, prima di andare a Messa ai Sale, sarà bene pensarci.
Ma che c’entra l’onestà? Ti chiederai. C’entra, eccome.
Fra gli altri nobilissimi compiti della Cocciuta, c’è anche quello di tutelare il più possibile il benessere fisico dei cittadini. Allora, perché le infrazioni pericolose non sono perseguite, se non dopo che sia successo l’incidente? Vuoi esempi? Già li portai parecchie volte, vai indietro in questa rubrica (in calce a destra). Non si sanzionano mai le infrazioni da movimento: sorpassi oltre la riga, al semaforo incanalamento a sinistra per andare diritto prima degli altri, sorpassi dove è proibito dal cartello. Basta vedere lo strazio di legalità alla rotonda vicino a casa mia; non ci si può affiancare, ma viaggiano tutti su due file e chi è in regola, a destra, deve sempre frenare per non essere sbattuto fuori. Io, che ci passo ogni mattina portando la nipotina a scuola, sono terrorizzato in quel punto. Anche Tu sai che è un po’ più difficile contestare tali enormi illegalità, ma si può. Basterebbero alcune telecamerine registranti per mezz’ora quel tratto e rivederle. Ma le multe in divieto di sosta sono più facili e più redditizie.
Tu, caro Beato, sai che mi diranno: ma la contestazione deve essere immediata. E nel mio caso, allora? Hanno aspettato che uscissi dalla Messa? Siamo seri e riconosciamo che, se paragoniamo una illegittimità che non provoca danni ad una che potrebbe anche essere mortale, vediamo che sanzionare la prima e non la seconda non è onesto; è legittimo, certamente, ma l’onestà è un’altra cosa. Su questo giudico la Cocciuta.
Mi sorge un dubbio: che c'entri la pensione complementare?
«Che cos'è?» mi chiederai Tu. Te lo spiegherò fra qualche mese.
Caro Beato, come già Ti dissi, peggio ancora se analizziamo il comportamento nell’uso degli indicatori di direzione (le frecce): non le usa più nessuno, nemmeno la forza pubblica, nemmeno il commissario Montalbano. E’ come se l’art. 144 del Codice della Strada non esistesse. Quanti incidenti gravi per tale mancato o errato uso! E quanta celerità nel sanzionare dopo che il morto è sull’asfalto! La responsabilità di quel morto è di chi non si curò e non si cura di contrastare queste innumerevoli illegalità che, se impedite a priori, eviterebbero tante lacrime. Tu sai che chi si lamenta dei giovinastri, dei ragazzi che rubano, che picchiano, che devastano per il gusto di devastare, dovrebbe smetterla di dare la colpa alla società, all’ambiente, alla scuola, che non sono persone fisiche, ma darla a chi, avendo potere, non fa nulla per correggere la mentalità (a meno che l’intervento correttivo non renda). Tu ed io abbiamo un concetto antiquato dell’onestà, che non è solo di chi non ruba materialmente.
Ti ricordi cosa dice il Libro della Sapienza a proposito della Cocciuta e degli altri governanti della terra?: “Cercate di comprendere; imparate, governanti di tutta la terra. L’Altissimo esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi. L’inferiore è meritevole di pietà, ma i potenti saranno esaminati con rigore.” Ma basta non aver Fede e tutto è risolto.
Sicuro? Quanti come me, prima di votare, guardano il comportamento degli amministratori (maggioranze e minoranze, che su questo problema tacciono sempre) e si regolano di conseguenza? Quanti non riconoscono sufficiente onestà intellettuale (parola che non si usa più) né nelle une né nelle altre? Eppure, come me, a votare vanno sempre, perché vogliono partecipare, ma, per il benessere dei cittadini, lasciano la scheda in bianco.
Tu, caro Beato, disperatamente alla ricerca dell’onestà, che faresti?
Con devozione, il Tuo fedelissimo
Giovannino del maestro
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