Caro Beato Angelo Carletti, compatrono della Città di Cuneo,
Grato per la Tua opinione, Ti presento un Ipotetico immaginario dialogo tra governanti nostrani, liste civiche comprese:
“E adesso che cosa ci (ci vuol dire a noi, non ad altri) conviene fare? Saltare sul carro di Renzi? Restare con Zingaretti? Non pronunciarsi proclamando la superiorità delle liste civiche?”
Non volevo più parlare di queste cose, ma, se mi guardo in giro, vi sono costretto.
Tanti politici si preoccupano di stare dalla parte giusta (cioè, utile per loro) e mi fanno pensare al don Abbondio dei Promessi Sposi, il quale: “Se si trovava assolutamente costretto a prender parte tra due contendenti, stava col più forte, sempre però alla retroguardia, e procurando di far vedere all’altro ch’egli non gli era volontariamente nemico: pareva che gli dicesse: ma perché non avete saputo esser voi il più forte? ch’io mi sarei messo dalla vostra parte.”
Anche don Abbondio lo faceva per la sua poltrona, ma piccola, per sopravvivere e continuare la sua meritoria missione.
Anche Confucio mi viene in mente, laddove – 2400 anni fa – trattava dei governanti. Prendo alcune sue idee dal libro citato nell’indice del presente sito:
“Il governante perfetto ha tre caratteristiche: se lo guardi da lontano è pieno di serietà, quando ti avvicini a lui è gentile e cortese, quando si ascoltano le sue parole, esse sono sempre rigorosamente veritiere.”
“Il governante perfetto ottiene la fiducia della gente, quindi può governarla. Senza fiducia infatti non farà nient’altro che rovinare tutto. Le persone, dopo aver dato la fiducia al governante, possono poi anche insegnargli qualcosa; senza la fiducia, la gente non può fare niente altro che screditarlo.”
“Vunganus (governatore di quel tempo) disse: Se il popolo ha un difetto, questa colpa ricade totalmente su di me.”
Oggi, la colpa è sempre di un altro, dell’opposizione, possibilmente.
“Ziciamus chiese: che cosa vuol dire «che fa bene alla gente, ma non utilizza tutte le risorse»? Confucio rispose: se il governante considera le cose che fa un guadagno per il popolo e non per se stesso; non è forse questo fare del bene senza utilizzare le risorse (per sé, ovviamente)? Se egli sceglie quelle azioni per cui le persone sono disposte a contribuire, chi in cambio lo odierà? Fa bene alla gente se egli desidera e promuove la giustizia; cosa altro dovrebbe fare? Un perfetto governante non maltratta nessuno, sia grande sia piccolo, sia molti sia pochi, senza discriminazione: non è questo essere attenti ma non arroganti?”
Poi, per finire, c’è un punto in cui allude alle tasse:
“Se devi dare qualcosa in tutta onestà e tu fai finta di offrirlo, ma poi lo riporti indietro, non si dirà che ti comporti come un funzionario?”
Siamo sicuri che il mondo sia cambiato?
Con devozione, il Tuo fedelissimo
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