POTRA' SERVIRE? (Dicembre 2019)

 

      Caro Beato Angelo Carletti, compatrono della Città di Cuneo,

      una volta tanto, invece di far risaltare le piccole deficienze della Superiorità, mi permetti di suggerire ad essa la facile eliminazione di un non leggero inconveniente?
      Tu sai, caro Beato, che ci sono le piste ciclabili, su cui, come è ovvio, dovrebbero transitare tutte le biciclette ed esclusivamente loro.
      Eppure, c’è la maleducata abitudine di certi pedoni di attraversare una strada trafficata proprio sul rosso della ciclabile. Lascio perdere, perché il problema non è questo.
      Tu sai, caro Beato, che cos’è una bicicletta; io, imbranato, sono andato a cercarla su internet e trovai almeno una sentenza che dice: “La bicicletta (definita velocipede, termine che Bartali odiava, ma questo lo dico io) è un veicolo a tutti gli effetti.” Comunque, Tu che vedi in un attimo, guarda l’art. 50 del Codice della Strada, che ti spiega che cos’è un velocipede. Il dizionario lo definisce semplicemente un mezzo di trasporto.
      Poi, essendo mentalmente poco aperto, andai a cercarmi qualcosa sulle norme di comportamento e trovai che “Per la circolazione dei velocipedi sulle piste ciclabili, come definite all’articolo 3 del codice, si applicano, ove compatibili, le norme di comportamento relative alla circolazione dei veicoli.”
      Quanti ciclisti rischiano la vita non rispettando tale principio? Tu, caro Beato, li vedi dall’alto e sapresti spiegare il rischio ai miei dodici lettori meglio di me, ma, coll’aiuto delle foto, mi ci proverò anch’io.
      Quel ciclista è su una pista ciclabile affiancata ad una strada normale per auto. Ma è una strada secondaria ed ha lo STOP, - da me non fotografato - scritto bello grosso, verticale ed orizzontale, quando deve attraversare una strada principale (come nella foto).
      Il ciclista, però, non lo vede, perché la strada è a senso unico contrario a quello che egli sta praticando. Ma la pista ciclabile non è a senso unico; qualcuno l'ha dimenticato?
      Che cosa succede? Che il ciclista, sulla pista ciclabile, se va ai 30 all’ora, continua ad andare sparato perché è sulla ciclabile, soprattutto, perché non vede lo STOP, che in quel senso di marcia non c'è.
      Ho fotografato - ma non pubblico - alcune delle brusche frenate delle auto all’apparire improvviso (spesso non si può vedere, finché non è sulla strada principale) di un ciclista che corre al lavoro e che, in buonissima fede, non vedendo alcuno STOP, attraversa di corsa la strada principale.
      Ora, perché tutta questa quasi inutile chiacchierata?
      Caro Beato, io suggerirei una cosa poco costosa: uno stoppino ( inteso come piccolo STOP) verticale, ad altezza appropriata, anche sulla pista ciclabile, quando affianca una carreggiata con lo STOP.
      Credi sia una cosa difficile? O, tutta presa a salvare la Patria, la Superiorità non ci pensa?
      E’ cosa da poco, ma può salvare qualche vita.

      Con devozione, il Tuo fedelissimo

Giovannino del Maestro

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