COMUNE MOLTO SVEGLIO (Luglio
2011)

Caro Beato Angelo Carletti, compatrono della Cittā di Cuneo,
Non ti pare che sia ora di smetterla col parlar male del Sindaco, col
definire i Cuneesi duri di cervice, quelli col gavotto, eccetera?
Leggo su un quotidiano on line: """A
Cuneo esiste giā la possibilitā di creare una famiglia cosidetta (sic) "alternativa", pur con tutte le limitazioni del caso in
materia di diritti: nel momento in cui due persone, siano di sesso diverso, ma
anche dello stesso sesso, si presentano di fronte all'ufficiale giudiziario per
prendere la residenza sotto lo stesso tetto, questi consegna loro un foglio nel
quale sono specificate domande ben precise circa i vincoli che i due hanno. Tra
i quali anche quello affettivo: se si dichiara che esiste questo vincolo, da
quel momento l'unione, per l'anagrafe, č considerata una famiglia a tutti gli
effetti."""
Caro Beato, secondo Te, non č ora che si tolgano tutti quei lacci che
impediscono la piena estrinsecazione dell'individuo? Ebbene, pare che il
Sindaco lo stia facendo.
"Ma - dirai Tu - da piccolo non era democristiano?". E con questo? Anche Napolitano era comunista,
fino ad un certo punto fedele alla linea. Poi, č cambiato, come il Sindaco.
Spira un'aria da "basta con queste ipocrisie bacchettone, con queste
compressioni di libertā!".
E, visto che ci siamo, a quando la possibilitā di un Cuneese di sposare
suo fratello o sua sorella? O suo padre o sua figlia? O, avendo disponibilitā
economiche, tutti e quattro?
Io, vecchio rimbambito, faccio fatica ad entrare in quell'ordine di
idee, ma non trovi che, come pensano in Comune, questi aneliti di libertā
facciano crescere lo spirito civico?
O, caro Beato, anche Tu sei perplesso?
Con devozione, il Tuo fedelissimo
Giovannino del maestro
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