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POSTE (si fa per dire) ITALIANE (Gennaio 2023)

      Che cosa succede alle Poste (si fa per dire) Italiane?
      Sono mesi che spesso ricevo il CORRIERE DELLA SERA (a cui sono da anni abbonato) il giorno successivo. Lo sopporto facilmente, perché mi interessano soprattutto le pagine di economia, di politica, di cultura generica (sono nel 90° di età...). Ma ora tutto è cambiato. Non lo ricevo per niente per settimane intere. Ricevo solo gli allegati, tipo IO DONNA, LIVING, eccetera. Scrissi più volte al Corriere, che mi rispose che l’abbonamento è in corso e che la spedizione avviene ed è sempre avvenuta regolarmente. Insomma, mi fa capire che l’intoppo è la Posta. E ci credo, perché l’invio dalla tipografia avviene quotidianamente e automaticamente a quintali, con tutte le copie incellofanate con indirizzo.
      Per mesi, mi sono semplicemente lamentato, senza prendere nota dei vari ammanchi. Ma, nel mese di Novembre 2022, volli provare a segnare, per due settimane, le consegne quotidiane. Ne venne il seguente risultato:

       - 14 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 15 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 16 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 17 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 18 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 19 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 21 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 23 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 24 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 25 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 26 Novembre: quotidiano NON recapitato
       - 30 Novembre: quotidiano NON recapitato
       -  2 Dicembre:   quotidiano NON recapitato.

      E dire che considero recapitato il quotidiano anche se arriva il giorno dopo.
      Poi, mi sono arreso. Non conto più i giorni di magra, ma fido nella speranza che il Corriere della Sera – che ho sempre reputato un’azienda seria - accolga la mia proposta, al momento rifiutata, di interrompere l’abbonamento, con restituzione del resto dell’abbonamento versato calcolato dal momento dell’interruzione alla scadenza.
      Per la verità, il Corriere, pur di rimanere attaccato alla mia quota di abbonamento annuale versata, mi propose di domiciliarlo presso un edicolante di Cuneo, da cui recarmi quotidianamente a ritirarlo. Ma io sono nel 90° anno di età e non me la sento di uscire di casa tutte le mattine. Ci sarebbe un gentile condomino che, uscendo quasi ogni giorno, me lo ritirerebbe, ma non presso un’edicola fissa. Me lo comprerebbe da edicole diverse, a seconda dei suoi quotidiani (sabato e domenica esclusi) itinerari di uscita.
      Ma lasciamo questi discorsi “borsaioli” e veniamo all’esame della situazione.
      Nel 1890, il Parroco del mio paese di nascita (Novello – CN), pubblicò una monografia in cui, parlando dei servizi del paese (di poco più di mille anime) scriveva: “Anche a Novello si ha l’Ufficio Postale e tutto funziona regolarmente. Solo si desidererebbe al riguardo che il servizio postale non una sola volta al giorno si facesse, come al presente si usa, ma due volte, come già si pratica nei paesi vicini di La Morra, Monforte, ecc.”.
      Come sono cambiati i tempi! Eppure, cercando su Internet, vedo che le Poste hanno un bilancio in attivo e che l’amministratore delegato (il capo dei capi, insomma) percepisce, tra base e bonus, oltre unmilioneseicentomila euro all’anno. Trascrivo i dati presi da internet:
      “””Quanto guadagna l'amministratore delegato di Poste Italiane? Stando alla relazione 2020 sulla remunerazione della società, Matteo Del Fante per il suo incarico in Poste Italiane riceve uno stipendio fisso lordo di 1,255 milioni, ma ci sono anche 410.000 euro di compensi variabili.”””
      Se li merita per il bilancio in attivo, speculativamente parlando. Ma una volta, quando eravamo governati male, la Posta non era un servizio postale, più che un servizio parabancario?
      Cordialità e sursum corda!

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