DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AGLI EVASORI (Ottobre 2007)

Fratelli dilettissimi! Per richiesta e su preciso mandato di Romano, il cesare di Roma, mi accingo ad esortarvi al nobile adempimento del versamento all'erario delle imposte, delle tasse, delle gabelle, dei tributi, delle decime e di tutte quelle forme di prelievo che cesare ha dovuto, con sommo rammarico, escogitare per mantenere l'Impero. Non è ora il caso, fratelli dilettissimi, che vi poniate domande, domande che altro non fanno che alimentare dubbi. Ed i dubbi allontanano dalla fede, provocano tempeste nell'animo e sono forieri di disordini morali e civili, fino alle estreme conseguenze.
       Vi esorto a versare, fratelli, con letizia e cuore puro. Non pensate, fratelli dilettissimi, fratelli in Visco! Non pensate al fatto che i parlamentari si sono appena (meno di un mese fa) aumentati lo stipendio annuale di altri 4000 (quattromila) euro; non pensate al fatto che solo una quindicina di giorni or sono gli stessi parlamentari si sono ancora aumentati la busta paga di altri 800 (ottocento) euro al mese. Non pensate e non chiedete, fratelli dilettissimi. Non chiedete come mai i parlamentari sono quasi il doppio di quelli degli Stati Uniti, che hanno tra l'altro un Senato di soli 52 (cinquantadue) membri. Per trecento milioni di abitanti. Non domandatevi perché la Regina Elisabetta spenda per la sua corte di Buckhingham Palace un quarto di quanto spenda il Presidente della Repubblica Italiana. Con la differenza che la Regina mette in internet i suoi bilanci, mentre quelli del Colle sono pressoché segreti (Dicono che ci siano sei signore "arazziste", rammendatrici di arazzi, cioè; e che due dipendenti abbiano l'incarico di ricaricare gli orologi della residenza presidenziale).
       Versate con gioia tutto quanto Romano vi chiede, senza se e senza ma: non avete idea di quanto costi la politica e tutto il sistema che poggia sulle spalle del cesare Romano.
       Non chiedete se è giusto o no che la Sicilia abbia 90 consiglieri regionali (che si auto nominano "onorevoli"), e 15000 (quindicimila) dipendenti regionali. Tanto per la verità, la Lombardia, che ha quasi il doppio degli abitanti, che è più grande e che da sola produce quasi un terzo del PIL, di dipendenti ne ha circa 3000 (tremila). Ed ancora in più la Sicilia ha quindicimila operai forestali. La Calabria un po' meno. Ma gli incendi sono tutti da quelle parti.
       Non domandatevi quanto costano le 500.000 auto blu (per far mancare poi la benzina alle forze di Polizia, magari).
       Date, fratelli in Visco! Date con generosità e ricordatevi che solo la fede vi salva: voi credete ed ad amministrare l'Impero ci penserà Romano! Credete e non pensate! Credete e non domandate! Pagate e non lasciatevi fuorviare da quella pseudo rivistucola "Famiglia Cristiana", che rasenta l'apostasia, che si chiede perché dovremmo pagare tante tasse se poi queste vanno ad ingrassare una schiera sempre più grande di parassiti, di fannulloni, di politicanti a tempo pieno, senza arte né parte, che hanno l'unico pregio di avere la tessera della corrente giusta del partito giusto!
       Pagate, fratelli dilettissimi in Visco! E non pensate ai vecchi dignitosi che mangiano scatolette per gatti, con la pensione che urla vergogna al mondo occidentale. Non pensate ai giovani che non riescono a sposarsi perché una casa costa troppo, anche per due stipendi. Non pensate ai trombati alle elezioni che prendono uno stipendio più due o tre pensioni o consulenze o gettoni di presenza, o retribuzioni da Consiglio di Amministrazione ecc. ecc. Il tutto per un ammontare che va dai 500.000 (cinquecentomila) agli 800.000 (ottocentomila) euro all'anno.
       Non chiedete perché, figli di Visco dilettissimi, e di voi sarà il regno dei Cieli.
       La mia caduta da cavallo è stato un segno, un gran segno! Come voi sapete, io ero un po' come uno 007 dell'Impero, ed in quella veste, soprattutto dopo la caduta, mi fu facile impostare la nuova religione in modo tale che riuscisse ad infiltrarsi nei gangli vitali dell'Impero, per minarlo dall'interno e per impadronirsene. Quindi date, fratelli, date a Romano più che potete. Versate, fratelli in Visco, versate più che potete. E nelle privazioni il vostro animo si fortificherà e sarà lieto. Mentre i parassiti godranno come satrapi delle gioie momentanee e del mondo e non avranno problemi, ma che infelicità, la loro! Non pensate e non ponete domande, dilettissimi! Non chiedete e non pensate: di voi sarà il regno dei cieli, mentre dei poveri politici saranno solo le gioie della terra. Poveretti, che pena mi fanno!
       Vostro fratello in Visco,

Paolo

P. S. - Mi sono sbagliato: la lettera non è di Paolo di Tarso, ma di Fabrizio Belloni di Trieste.

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