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626) - 1957 - Quando i politici erano
onesti.
Un amico di Pertini (ho
coperto il nome, perché, con la privacy, non dobbiamo sapere chi si faceva
raccomandare) chiede una raccomandazione al suo amico Sandro. Il quale,
correttamente, risponde in modo gentile, serio ed onesto, senza far pressioni
su altri. Ecco il testo.
"""Caro
........., ti esorto a renderti conto di questo, che se non vi è una tua
regolare domanda io non posso far nulla. E' chiaro che non sono in grado di
rimuovere gli ostacoli, per cui la tua domanda iniziale non è stata
accettata. Se ti dicessi cosa diversa per illuderti, commetterei un'azione
disonesta. Questa è la verità dolorosa, mio caro amico. Cerca di comprendere.
Saluti affettuosi.
Sandro
Pertini"""
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627) - 1923 - Il 16 novembre, Gabriele
d'Annunzio scriveva all'amico Costantin, col suo stile alato ed iperbolico.
Ecco il testo:
"""Caro
Costantin,
perdonami l'indugio lungo e
l'apparente negligenza.
Pietro Savini era qui?
Daniele guardava il cielo
dalla fossa dei leoni; Gabriele guarda il cielo dalla fossa delle carogne.
Voglio rivederti prima che tu
parta. Vieni a colazione domattina sabato alle 12 e 30!
Ti aspetto.
Gabriele"""
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628) - 1923 - Il 17 Aprile, Mussolini
scriveva al prefetto di Trieste, dichiarandosi favorevole a concedere la
cittadinanza italiana "ad un ricco signore, che per il suo censo e la
sua nuova posizione civile, intende «scegliere» la cittadinanza del nostro paese...".
Ecco il testo, diviso in due parti:
"""Illustre
Sig. Prefetto,
Mi pregio richiamare la sua
attenzione (nota: l'uso del voi venne solo 15 anni dopo) sulla
eventualità che la cittadinanza italiana venga negata al sig. Fainer
Leopoldo: ricco signore che, per il suo censo e per la sua nuova posizione
civile, intende «scegliere» la cittadinanza del nostro paese.
Trovo stranissima
l'opposizione della Commissione.
Che chiede in fondo questo
signore? Un certificato di patriottismo? No! Mi chiede soltanto di poter
essere un buon cittadino e di figurare bene di fronte alla sua..." (continua
alla pagina successiva)
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629) - 1923 - (continua la lettera
precedente)
"""...nuova
famiglia che s'è arricchita di un valoroso ufficiale italiano (il Capitano
Poggi).
Del resto le informazioni
sono ottime.
Molti cittadini egregi,
fascisti sinceri, si sono meco interessati del caso e tutti s'augurano che la
domanda avanzata dal sig. Fainer sia accolta.
Vuole aiutarmi, signore
Prefetto?
La ringrazio vivamente.
Con ossequio, suo
Mussolini""",
Certo che,
adesso, col Ministero per l'integrazione, è tutto più facile...
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630) - 1932 - Norimberga
PETROLINI
ETTORE, Attore, grande comico (1886-1936)
Cartolina da Norimberga del 19 giugno 1932, con indirizzo autografo "A
Ettore Veo, Via Ottaviano, 22 - ROMA (Italia)", col saluto tipico del
grande attore comico "Ave Veo!" e la firma Pertrolini. E' quello
che parodiava Nerone dopo l'incendio di Roma, e che un film successivo la
trasformò in una satira non tanto velata di Mussolini e del regime fascista.
Nella scena, Nerone sta a
casa sua e il popolo lo vuole morto perché ha incendiato Roma. Allora va alla
finestra e fa un discorso per calmare gli animi. Il popolo gli grida
"bravo!" e Nerone risponde "grazie!". E questo gioco del
"bravo-grazie" si ripete più volte creando un effetto comico
esilarante.
Ecco il testo:
EGLOGE: (entrando con un urlo
di terrore): Cesaretto te vonno ammazzà! Tu sei responsabile
dell'incendio.
NERONE: Io responsabile
dell'incendio? No! Sono assicurato con la Fondiaria.
POPPEA: Cesare, persuadi
il popolo con uno dei tuoi soliti discorsi.
NERONE: Sta bene, parlerò
col popolo, ma non mi lasciate solo... venitemi a tergo... (Si avvia
al podio, ma delle urla improvvise lo fanno retrocedere frettolosamente)
Ah, no... il popolo è ignorante... vo' li quatrini...
(Ripete l'azione e nuovamente
retrocede) Popolo stupido... Ignobile plebaia! Così ricompensate i
sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma
rinascerà più bella e più superba che pria...
VOCI del popolo: Bravo!
NERONE: Grazie.(Rivolgendosi
a Egloge e a Poppea) E' piaciuta questa parola... pria... Il popolo
quando sente delle parole difficili si affeziona... Ora gliela ridico... Più
bella e più superba che pria.
VOCI del popolo: Bravo!
NERONE: (sempre più
affrettatamente quasi cercando di sorprendere il popolo) Più bella e
più superba che pria...
VOCI del popolo: Bravo!
NERONE: Più bella...
grazie.
VOI del popolo: Bravo!
NERONE: ... Zie.
VOCI del popolo: Bravo!
NERONE (facendo il gesto
di dire la parola pria, senza però dirla)
VOCI del popolo: Bravo!
NERONE: Lo vedi all'urtimo
come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai
gnente, sei sempre bravo! Guarda (ripete il gesto senza dire la
parola)
VOCI del popolo: Brrrrrr...
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