LE FOTO DA 636 A 640 (Novembre 2013)

M'è sempre piaciuta la storia, a tal punto che, quando mi capitava e me lo permetteva il borsellino, compravo qualche autografo in internet.
        Ora, ne pubblico altri cinque, colla speranza che interessino anche altri.
        Sono autografi di persone poco note, che potrebbero attirare soltanto l'attenzione di qualche ricercatore di notizie storiche particolari.

636) - 1866 - Torino . - Matteo Ricci (1826-1896) era il genero di Massimo d'Azeglio. Del d'Azeglio sto rileggendo I MIEI RICORDI, lettura che consiglio a tutti, specie, le prime e le ultime cento pagine.
        Il genero, Senatore e Membro dell'Accademia della Crusca (che cos'era mai, si chiederà qualcuno...) scrivera il 20 agosto 1866 alla Casa Editrice Barbera, torinese trapiantato a Firenze, e diceva:
        """""Torino, ai 20 Agosto 1866 - 24 Borgonuovo
        Caro Sig. Barbera,
        Pare anche a me che oramai sia giunto il momento opportuno d'intraprendere la stampa delle Memorie. E siccome io parto Giovedì per la Marca, così la pregherei di mandarmi in Macerata le bozze da rivedere.
        Nissuna difficoltà, anzi gradirò moltissimo che il Sig. Tabar...... dia loro un'ultima occhiata. Mi permetterò per altro di avvertirla in quanto a quelle correzioncelle di lingua e di stile di cui mi parla, che neppure a me sono sfuggiti parecchi luoghi in cui la sp...ità della favella e l'italianità della frase potrebbero essere forse maggiori; ma mi feci scrupolo di nulla mutare (salvo in qualche rarissimo caso) sapendo come il povero Azeglio sopra queste faccende di lingua e di stile avesse sue teorie tutte proprie, di cui era tenerissimo. Egli preferiva, pare, uno spiattellato francesismo ad una frase italiana di ottimo conio, ma che putesse anche da lontano di lambiccato.
        Mi spiace la difficoltà che Ella incontrò nelle pratiche per le traduzioni. Ma quando gli stranieri apprenderanno il favore straordinario con cui saranno accolte le Memorie in Italia, spero che la cosa cambierà aspetto e i traduttori non mancheranno. Ella poi non dubiti, che porterò meco l'originale e esaminerò le bozze colla maggior diligenza possibile.
        Nè altro occorrendomi per oggi, la pregherò a gradire i saluti distinti di mia moglie e a credermi sinceramente
                tutto suo aff.mo M. Ricci"""""

637) - 1914 - Firenze. Quante volte, in calce a certe magnifiche fotografie, specie in bianconero, del secolo scorso, su prestigiose pubblicazioni turistiche e scientifiche, abbiamo letto la scritta "foto Alinari"? Non ci facevamo caso, ma ora possiamo saperne di più.
        Fondata a Firenze nel 1852, la Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione. La nascita della fotografia e la storia dell'Azienda sono legate da un percorso comune di evoluzione e crescita, testimoniato oggi dall'immenso patrimonio di 4.000.000 di fotografie di proprietà, raccolto negli attuali Archivi Alinari.
        Nel 1852 Leopoldo Alinari, con i fratelli Giuseppe e Romualdo, fondava il laboratorio fotografico cuore di quella ditta che ancora oggi porta il suo nome: era l'inizio di un'esperienza unica che, specializzatasi nei temi del ritratto fotografico, delle vedute di opere d'arte e di monumenti storici, riscosse un immediato successo nazionale e internazionale. I figli ed i nipoti continuano.

638) - 1914 - Firenze - Vittorio Alinari, uno dei fratelli, nel 1914 scriveva all'Editore Barbera per ringraziarlo di un libro.
         Ho cercato di interpretare la grafia; purtroppo, Vittorio Alinari fotografava molto bene, ma scriveva molto male: da piccolo non aveva fatto le aste sul quaderno a quadretti...

639) - 1827 - Firenze. Lettera autografa di Emanuele Repetti.
        Nato a Carrara nel 1776, si appassionò alle scienze della natura e si laureò in chimica. Col matrimonio, si trasferì a Firenze, dove trovò un ambiente tranquillo e adatto ai suoi studi. Rimasto vedovo, trovò anche una seconda moglie, che gli diede dieci figli.
        Scrisse molto in materia scienfitifo-geografica, fra cui il monumentale Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, che avrebbe dovuto descrivere la storia naturale e civile di ogni paese della Toscana.
        Il Dizionario fu pubblicato a fascicoli tra il 1833 e il 1846, fu in seguito raccolto in cinque grossi volumi ed ebbe una grande diffusione e un notevole successo, tanto che a Repetti furono attribuiti numerosi riconoscimenti ufficiali.
        Membro dell'Accademia dei Georgofili, ne fu ul Segretario, come si vede dalla lettera riprodotta.<

Nota per i distratti: L'Accademia dei Georgofili è la storica istituzione fiorentina che da oltre 250 anni promuove, tra studiosi e proprietari agrari, gli studi di agronomia, selvicoltura, economia e geografia agraria. Nata nello spirito cosmopolita dell'Illuminismo ha annoverato, tra presidenti e accademici, studiosi (fra cui il Repetti) che hanno saputo ravvivare i legami tra la cultura agraria nazionale e quella internazionale.

640) - 1904 - Roma - Pietro de Franciscis, nato nel 1838, fu un eminente giurista, specializzato soprattutto nella comparazione del diritto.
        Però, come succede a molti, non accettava che le sue opere non fossero sommamente apprezzate. Ciò traspare dalla lettera, indirizzata all'editore Barbèra, che cerco di trascrivere.

"""""Roma, 9 ottobre 1904
        Egregio Comm.e,
        Le mandai un esemplare del mio volume pubblicato dal Giusti "Frasi idiomatiche della conversazione inglese", del quale Ella non mi ha accusato ricevimento.
        Ho stretto il contratto col Voghera per i miei 4 volumi sulle "Leggi inglesi ordinate e spiegate". Il primo volume verrà fuori in Decembre.
        Quella grammatica francese che Ella non trovò buona, con qualche leggiera modifica, è stata premiata con diploma e medaglia d'oro all'Esposizione didattica di Senigallia e segnalata all'attenzione del Governo dalla giuria. Ora mando lo stesso manoscritto all'Esposizione didattica di Bordeaux. Vado sempreppiù persuadendomi che bisogna stampare e mandare lavori all'Estero.
        Con ossequio
        Devoto
                P. de Franciscis"""""

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