LE FOTO DA 813 A 815 (Ottobre 2019)

      Durante il mio servizio, mi capitò di scovare nell'archivio alcuni originali degli ordini di servizio del tempo mussoliniano. Riuscìì a fotocopiarli ed ora mi propongo di pubblicarli fotostaticamente in alcune puntate. Possono dare un'idea del funzionamento della burocrazia del tempo, con l'interferenza del clima politico.
      Ecco gli ultimi tre ordini di servizio che riuscii a trovare, senza alcun interesse particolare, se non per gli addetti ai lavori, che possono meditare sulla differenza tecnologico-organizzativa e sul diverso ambiente politico dei due periodi: 1940 ed oggi. Per fortuna, non mi pare ancora di vedere un palese riavvicinamento.
      E' un peccato che, non essendo più in servizio, non possa rovistare nell'Archivio, perché ricordo molta documentazione che, ora, avrebbe un notevole valore storico. Ad esempio, c'era la cartella in cui venivano trattati docenti ed insegnanti toccati dalle leggi razziali. C'erano le domande che giungevano dalle varie scuole con i casi più disparati: se il padre è ebreo e la madre ariana, lo studente com'è? Se lo studente fu adottato dall'orfanotrofio (era figlio di ignoti) da coniugi ebrei, com'è? Oppure, se l'insegnante ebreo è corso a farsi battezzare, com'è? Eccetera.
      Purtroppo, ci furono in archivio rimaneggiamenti vari, per cui tale documentazione potrebbe essere stata eliminata con le operazioni di scarto.

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            813) - 1940 - Il testo è di facile lettura e non lo trascrivo. L'ordine è perentorio, ma non è indicato il motivo. Doveva essere importante, perché non prevedeva eccezioni e non si riteneva fosse il caso di spiegarne il motivo; forse, una cerimonia nota a tutti.
Mi sono chiesto: le impiegate e le maestre come vestivano in divisa?
      Poi, mi ricordai di mia madre maestra, che, in certe cerimonie, doveva indossare un gonna semilunga nera, una camicetta bianca e una giacca nera. Inoltre, doveva mettere scarpe coi tacchi, cosa che non amava fare. Si veda la foto n. 28, ingrandita al n. 33.

      814) - 1939 - Il testo - del 3 Giugno 1940, una settimana prima della dichiarazione di guerra - dice:
      """Richiamo l’attenzione di tutti i funzionari perché seguendo le direttive impartite, a nome del Duce, dall'Eccellenza il Ministro, venga, fatta la massima economia di carta.
      In relazione a tale ordine dispongo che gli uffici dipendenti si attengano nella maniera più rigorosa alle seguenti disposizioni:
      1°) Non dovrà mai essere usata carta da scrivere a doppio foglio;
      2°)dDovranno essere utilizzati, il più possibile, specie per le minute, le vecchie giacenze di carta;
      3°) nella corrispondenza d'ufficio sarà adoperata carta di dimensioni proporzionate al contenuto della corrispondenza stessa, in modo da evitare l'uso di fogli di grande formato per lettere di poche righe;
      4°) sarà ridotto, il più possibile, il consumo di fogli, cartoncini e buste; per corrispondenza ufficiosa, limitandone comunque l'uso al solo Proveditore. (Segue la firma: - IL R. PROVVEDITORE AGLI STUDI""").

      Manca una settimana all'entrata in guerra e già tira aria di carestia. Così escono disposizioni come quelle qui riportate. Non solo, ma, tirando aria di autarchia, viene subito riesumato il vecchio proverbio utilizzato nel 1935 per le "inique" sanzioni: chi fa da sè fa per tre, ed ora, come allora, il popolo subito lo completa dicendo: chi fa da sè fa per tre e mangia se ce n'è.

      815 - 1940 - Il testo dice:
      "Cuneo 4.10.1940 - XVIII - Richiamando l'ordine di servizio n. 24 del 21.5 u. s., comunico che saranno presi severi provvedimenti a carico dei funzionari che non indossino regolarmente la divisa."
      La firma è illeggibile, ma non mi pare del Provveditore. Potrebbe essere lettera firmata dal Ministro o Viceministro, semplicemente girata dal Provveditore.

      Non solo per le cerimonie, ma la divisa deve essere indossata sempre, in ufficio o comunque in servizio, qualunque sia l'incarico del funzionario. Ci sarebbe da discutere che cosa intendessero a quel tempo per "funzionario".

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