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848) - Il 13 luglio 1920, a Trieste, il Fascio Triestino di Combattimento convoca una manifestazione in Piazza dell'Unità invitando la popolazione a "reagire contro i fatti di Spalato" del giorno precedente, nel corso dei quali erano stati uccisi due militari italiani disarmati (ten. Tommaso Gulli e motorista Aldo Rossi, della regia nave "Puglia") e un manifestante croato.
Nella manifestazione, viene accoltellato Giovanni Nini, diciassettenne cuoco del vicino albergo Bonavia. Qualcuno dal palco annuncia che un "ex combattente" è stato accoltellato da uno slavo: tre squadre di camicie nere si dirigono verso l'albergo Balkan, sede dell'asociazione slava.
Devastano diversi negozi gestiti da sloveni e, quando giungono davanti al Balkan, vanno all'assalto. L'albergo viene incendiato e ci sono parecchi morti.
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849) - Le violenze ci sono da ambo le parti. Nella foto, lo squadrista senese Rino Daus, ucciso dai socialisti a Grosseto il 29 giugno 1921.
E' difficile per noi, oggi, comprendere la difficile situazione in cui venne a trovarsi l'Italia. Si era negli anni del dopoguerra (guerra 1915-18), ma era un dopoguerra ben diverso da quello verificatosi quasi trent'anni dopo. Nel 1945/46 ci fu una caccia spietata da parte dei partigiani (o presunti tali) rossi alla ricerca dei fascisti (o presunti tali), che furono assassinati senza che ci fosse una resistenza uguale e contraria.
A tal proposito, si legga il libro "Il sangue dei vinti" dell'ex partigiano Giampaolo Pansa.
Nel dopoguerra precedente, invece, c'erano due forze armate antagoniste, destra e sinistra, parimenti armate e parimenti senza scrupoli. |
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850) - Guardie rosse armate all'interno di una fabbrica occupata (siamo nel 1920). Qualche stato straniero riforniva d'armi i rossi e qualche altro riforniva i neri.
Mentre il Partito Socialista tentava la trattativa con il governo presieduto da Giolitti, gli industriali e gli agrari, più pragmatici, cominciarono a garantire il loro appoggio economico alle squadre dei "ras" fascisti. Come adesso, avevano bisogno di pace e di ordine e non trovarono altra via.
Per la verità, mancava la vera forza, cioè, il governo. Si susseguirono Nitti (dal maggio al giugno 1920),poi Giolitti (dal giugno 1920 al giugno 1921), poi Bonomi (dal luglio 1921 al febbraio 1922), poi Facta (dal febbraio al 28 ottobre 1922). E poi? Poi, Benito.
In parlamento, non si fece altro, per alcuni anni, che litigare (come oggi), ma mancò una personalità veramente democratica, saggia, competente ed energica. Qualcuno non vorrà sentirlo, ma mancò un De Gasperi, che riuscì a mettere insieme democristiani, comunisti e quant'altri; i quali De Gasperi, Togliatti ed altri, uniti, rifecero l'Italia. |