(Es 25,8).
LA FEDE DELL'EBREO Conobbi i nonni di mia moglie, impiegati statali, italiani da un millennio ed ebrei da sempre.
Facendo un po' di pulizia fra le cose antiche, mia moglie ritrovò i fogli di preghiera che la nonna aveva scritto a mano e tradotti per lei. Ai tempi dell'Università, pernottava spesso dai nonni a Genova e, al sabato, con la nonna, andava a pregare in Sinagoga. Ma non sapeva parlare né leggere né scrivere l'ebraico e la nonna le tradusse le preghiere principali. Fu commovente il ritrovarle - tanto ingiallite - non solo per il tipo di preghiera, ma a dimostrazione della profonda fede del vero ebreo.
I nonni erano persone umili, disponibili verso tutti, col fermo concetto che dice: "Dio mi ha dato, Dio mi ha tolto. Ciò che fa Dio è sempre cosa buona". Per capire la forza di tale concetto ci vuole un po' di storia.
Durante la guerra, furono perseguitati; i nonni furono protetti dal Vescovo Siri (non ancora Cardinale); la figlia Alma (signorina) si rifugiò non so dove; l'altra figlia Irma (madre di mia moglie), insegnante di lettere, si rifugiò in campagna coi tre figli piccoli presso una famiglia di generosi e coraggiosi contadini umbri.
Il figlio Giacomo, ventottenne sposato con moglie ovviamente ebrea, avvocato, coll'aiuto di persone accorte, riuscì ad avere i passaporti, per sé e per la moglie, intestati a persone di razza ariana, per recarsi in Svizzera per motivi di lavoro (probabilmente, per patrocinare qualche causa in tribunale). Partirono, avendo con loro il figlioletto di un anno. Ma Giacomo commise un errore. A Genova, aveva un amico fidato a cui confidò che stava per partire il giorno tot col treno tot. L'amico fidato li denunziò per denaro ed essi, dalle parti di Bolzano, furono arrestati in treno e, dopo peripezie, finirono ad Auschwitz. Il bambino fu dato al dottor Mengele per i suoi atroci esperimenti sui bambini; i genitori, dopo essere stati ridotti allo stremo per lavori vari, furono infilati nel forno crematorio. Questo, nel 1944.
I nonni non persero la fede e, nel 1956/1960, periodo in cui mia moglie frequentò l'Università, non solo continuarono a coltivare l'adorazione di Dio, ma l'insegnarono anche a lei, che era battezzata e comunicata (ma di questo parleremo un'altra volta). Continuarono ad essere umili, accettando col cuore infranto (morirono di crepacuore) la volontà di Dio. Basti dire che, saputo chi era lo spione (persona conosciuta), non fecero alcun atto verso di lui.
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870 - Non conosco il titolo della preghiera, la cui prima riga è nella foto 872 e dice: Padre nostro che nei Cieli sei, benedici il mio lavoro. Signore dell'universo, io perdono a chiunque mi abbia irritato, offeso o recato danno. Ti prego, mio Dio, nessuno dei miei simili abbia a soffrire punizione per cagion mia. Dal mio perdono alle altrui offese, io attendo quello dei falli miei dalla tua infinita misericordia. |
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871) - Tralascio la parte in ebraico, anche perché, essendo scritta in caratteri latini, non rende l'idea della scrittura ebraica.. Ti benedica l'Eterno e ti guardi! |
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O nostro Padre Celeste, se io mi sono risvegliato questa mattina, se il sonno ha ristorato corpo e spirito, lo devo alla Tua bontà. Esclamo col profeta Geremia: La Tua bontà, o Signore, si rinnovella ogni mattina, la Tua grazia è infinita. Fa o mio Dio che io cammini oggi e sempre sul sentiero tracciato dai Tuoi Comandamenti. Celeste Padre, benedici questo giorno! Possa io essere oggi buono e paziente verso quelli che mi circondano, benevolo verso i miei simili, sereno e contento coi cari che vivono nella mia casa. Io non sono scevro di colpa, non debb pretendere dagli altri la perfezione. L'errore ed il fallire sono il retaggio della fragilità umana, perdoniamo gli errori e sopportiamo le debolezze altrui. |
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873) - E' semplicemente una copia delle foto 871, inquadrata in modo diverso. |
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874) - E' semplicemente una copia delle foto 872, inquadrata in modo diverso. |
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875) - E' la foto di una pagina che dimostra come erano tenute con cura le preghiere, anche se copiate e ricopiate. Tu che fai crescere il cibo che ci nutre e che hai cura di tutto ciò che esiste, dammi oggi e tutti i giorni il mio pane quotidiano, accordami il contento del cuore e concedimi un'anima benefica.Il nostro cibo sia il prezzo del nostro lavoro, consenti che possiamo partirlo coi fratelli indigenti e non ridurci mai alla necessità di dover ricorrere ai doni degli abbienti o ai loro prestiti. Tutto venga dalla Tua paterna mano benefica. Sii lodato o Signore che ci dai l'alimento. Signore dell'universo, io perdono a chiunque mi abbia irritato, offeso o recato danno. Ti prego, mio Dio, nessuno dei miei simili abbia a soffrire punizione per cagion mia. Dal mio perdono alle altrui offese, io attendo quello de' falli miei dalla Tua infinita misericordia. |
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