 |
939 - 28 Ottobre 1922: Seguendo la politica del «doppio binario», ossia combinando la pratica squadrista con il compromesso politico, Mussolini mise in atto efficacemente una nuova tattica di conquista del potere per mezzo di una «rivoluzione conservatrice» dalle forme semilegali. Mentre i gruppi dirigenti liberali erano esitanti e divisi, il 27 ebbe inizio l’attacco delle milizie fasciste in varie province, con la presa di una serie di prefetture. Nella notte tra il 27 e il 28 gli squadristi (circa 20.000 mila) iniziarono ad affluire a Roma, sebbene la resistenza degli Arditi del popolo li bloccasse a Civitavecchia e l’esercito a Orte.
Alle cinque del mattino del 28 il governo Facta decise di proclamare lo stato d’assedio, ma il re – sentiti alcuni notabili politici e militari – non firmò il decreto. Dimessosi Facta, l’incarico di formare il nuovo governo fu affidato a Salandra, che non riuscì a mettere assieme una maggioranza. Nelle stesse ore – si veda la foto – i fascisti cominciavano a giungere a Roma. L’unico che riuscì a garantire una maggioranza fu Mussolini, a cui, il 29 Ottobre, Vittorio Emanuele III dovette affidare l’incarico. Mussolini non partecipò alla marcia, ma, in treno, il 30 mattina giunse a Roma per accettare l’incarico. Al governo parteciparono, coi fascisti, esponenti liberali, popolari, democratici e nazionalisti. |
png
|
940) - 29 Ottobre 1922: Nella foto, Benito Mussolini, arrivato in treno a Roma, raduna i quadrumviri: da sinistra Emilio De Bono, Italo Balbo e Cesare Maria De Vecchi. Il militante in primo piano a sinistra copre la figura di Michele Bianchi. La foto fu scattata il 30 ottobre quando Mussolini era già arrivato in treno a Roma, convocato da Vittorio Emanuele III.
Dalla fine della guerra - 4 Novembre 1918 – alla marcia su Roma (1922) si susseguirono i seguenti governi, tutti di breve durata e tutti con litigi interni: Boselli, Orlando, Nitti1, Nitti2, Giolitti5, Bonomi, Facta1, Facta2. Nessuno riusciva a mettere in funzione una maggioranza stabile.
Eppure, Mussolini, nel Novembre ottenne la fiducia alla Camera con 306 favorevoli, 116 contrari e 7 astensioni e, al Senato, con 196 voti favorevoli e 19 contrari. Chi non studia la storia, pensa che lo abbiano votato i fascisti, ma al Parlamento i fascisti erano quattro gatti. E, nel governo, i ministri fascisti erano in netta minoranza e cioè:
3 del partito fascista, oltre allo stesso Mussolini,
2 del partito popolare;
2 del partito democratico-sociale;
2 del partito liberale;
1 del partito nazionalista;
2 militari (generali);
1 indipendente. |
|
- 941 - 29 Ottobre 1922: Il Popolo d’Italia era un quotidiano di Milano fondato da Mussolini. Come al solito, alla sera di ogni giorno si impaginava il giornale e si caricava il testo metallico sulle rotative per la stampa. Ovviamente, la sera del 28 non si sapeva che i fascisti stessero entrando in Roma né che avessero emesso un proclama. Conosciuto il fatto a tarda notte, non essendo possibile modificare tutta la pagina, applicarono per la stampa il testo del proclama su quanto già scritto, come si vede facilmente dalla foto.
Non dimentichiamo che Mussolini fu votato da personaggi per niente fascisti, come Enrico De Nicola, Giovanni Gronchi, Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi, Giovanni Gentile, Giovanni Giolitti e altre centinaia di parlamentari non fascisti. Bisognava scegliere: Mussolini o Stalin? E si cercò il male minore. |
|
942) - 29 Ottobre 1922: Il proclama non è un esempio di letteratura; pare scritto alla svelta. “Scatenava questi giorni” anziché “in questi giorni”. La frase “con mandato dittatoriale” parve non essere stata gradita da Mussolini, che era molto attento a non uscire troppo dal seminato dello Statuto (la Costituzione di allora).
Però era vero che “la classe politica…. in quattro lunghi anni non ha saputo dare un governo alla Nazione”. Ne diede parecchi, che concludevano poco e sparivano presto, come quelli di oggi. Però, oggi è peggio: vogliamo meditare su quanti governi nei soli ultimi dieci anni?:
1) Monti, fino al 27/04/2013
2) Letta, dal 28/04/2013 al 21/02/2014
3) Renzi, dal 22/02/2014 al 12/12/2016
4) Gentiloni, dal 12/12/2016 al 1°/06/2018
5) Conte 1°, dal 1°/06/2018 al 04/09/2019
6) Conte 2°, dal 05/09/2019 al 13/02/2021
7) Draghi, dal 13/02/2021 a Ottobre 2022 (probabilmente) |
5
|
943 - 28 Ottobre 1922: A Milano uscì l'Avanti!, quotidiano socialista.
Nel IV congresso del Partito Socialista Italiano, nel Luglio del 1896, si decise di fondare un giornale a carattere nazionale. Venne lanciata una sottoscrizione a livello nazionale tra i militanti socialisti, grazie alla quale si ottennero 3000 abbonamenti: uno dei primi abbonati fu il filosofo liberale Benedetto Croce.
Il primo numero del giornale uscì a Roma il 25 dicembre 1896, il giorno di Natale del 1896, non per caso, ma per tutti i valori simbolici connessi alla data. Come Cristo, l'Avanti! nasceva per dare voce e sostegno alle ragioni degli ultimi, degli oppressi, dei diseredati. Del resto, nell'iconografia socialista di fine 1800, non era infrequente il riferimento a Gesù quale "primo socialista della storia", specie in riferimento alla cacciata dei mercanti dal Tempio, identificati con i capitalisti dell'epoca moderna. Ne era direttore Leonida Bissolati
Però, il 29 Ottobre 1922 il giornale non uscì, perché era stato assalito ed occupato dalle bande fasciste. Tra il 1919 e il 1922 l'Avanti! venne assalito e devastato per ben cinque volte. Riprese parecchio tempo dopo, ma fu del tutto soppresso con una legge del 1926, per riprendere, clandestinamente, nel 1943. |
|
944) - Una delle tante manifestazioni pro fascismo sorte in quei giorni in tutta Italia, che facevano il paio con altrettante manifestazioni pro comunismo, o bolscevismo, come era ancora detto allora. |