LE FOTO DA 975 a 979 (Aprile 2023)

      Aprile è un mese con tanti avvenimenti, in tutto il mondo, Italia compresa. Mi limito a cinque, fra quelli che ricordo personalmente.

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      975) - Fine della guerra di secessione. La guerra di Secessione – Nord industriale contro Sud agricolo e schiavista - ebbe origine dalla decisione presa nel 1860 dagli Stati del Sud dell'Unione americana di fondare una confederazione separata. Negli Stati del Sud era in vigore l'istituto della schiavitù dei Neri e dominavano interessi economici divergenti da quelli degli Stati del Nord.
A metà Ottocento negli Stati Uniti era andato nettamente delineandosi il dualismo tra un Nord industriale in espansione e un Sud agrario, dominato da un'aristocrazia di grandi proprietari terrieri che traevano i loro profitti dall'esportazione di materie prime (cotone, tabacco e altro) e utilizzavano nelle piantagioni circa 3 milioni di schiavi neri. I sudisti intendevano allargare le aree aperte al lavoro degli schiavi, mentre al Nord conducevano una crociata contro lo schiavismo. La situazione precipitò in seguito all'elezione alla presidenza nel 1860 del repubblicano Abraham Lincoln.
Nel dicembre 1860 la Carolina del Sud diede inizio alla secessione, cui aderirono altri dieci Stati, i quali formarono una Confederazione. La guerra ebbe inizio quando i sudisti nell'aprile 1861 attaccarono Fort Sumter. Nel corso del conflitto le armate sudiste, guidate dal generale Robert Lee, opposero una straordinaria resistenza, ma alla fine dovettero cedere. Nel 1863 Lincoln proclamò la liberazione degli schiavi degli Stati secessionisti e il generale nordista Sherman mise in rotta Lee, il quale si arrese il 9 aprile 1865. La guerra era costata oltre 600 mila morti.
Pochi giorni dopo, il 14 aprile 1865, Lincoln venne assassinato da un fanatico sudista. Comunque, la totale sconfitta degli Stati del Sud e la scomparsa della schiavitù posero le premesse di una rifondazione della nazione americana sulla base della supremazia industriale del Nord e del rafforzamento del governo federale.

      Nel disegno, un esempio della tratta degli schiavi.

      976 - Il primo SEMAFORO italiano comparve a Milano il 1° aprile 1925: con quattro colori. Un pesce d’Aprile o una nuova regola stradale?
Il nuovo regolamento della polizia urbana disponeva che i pedoni circolassero solo sui marciapiedi, i veicoli tenessero la parte sinistra della strada e che il movimento di entrambi fosse regolato dalle segnalazioni luminose del semaforo centrale. La maggior parte dei milanesi pensò subito che si trattasse di un pesce d’Aprile, a quel tempo infatti le persone erano solite camminare in mezzo alla strada e spettava ai vigili urbani regolare il traffico.
Che fosse una burla o meno, in migliaia accorsero per ammirare il nuovo marchingegno che però non fu da subito troppo efficace, causando diversi problemi nella circolazione dei mezzi.
Il semaforo di allora era sicuramente diverso da quelli che siamo abituati ad usare oggi. Era regolato a mano da un vigile urbano e aveva quattro colori; oltre a rosso, giallo e verde infatti c’era anche il bianco. Le segnalazioni luminose venivano anche abbinate tra loro, per esempio rosso e bianco significava via ai pedoni e stop ai veicoli, giallo e verde via a tutti i veicoli senza distinzione, e così via.
“Dura minga”: dissero i milanesi nei confronti del semaforo. Come è facile immaginare, il semaforo causò lunghissime code e non venne accolto proprio benissimo dai cittadini. Invece di circolare, i veicoli stavano fermi, inchiodati nelle vie di provenienza in lunghissime code su due o tre file, formate da tram, automobili, carrozze e carri, motociclette e biciclette.

      977) - La morte di Benito Mussolini avvenne il 28 aprile 1945 a Giulino, frazione del comune di Mezzegra, in provincia di Como, dove fu ucciso con colpi di arma da fuoco insieme all'amante Clara Petacci; gli altri gerarchi fascisti con i quali era stato catturato furono invece fucilati a Dongo, luogo della sua cattura.
Il capo del fascismo e della Repubblica Sociale Italiana fu catturato e arrestato il giorno precedente dai partigiani della52° Brigata Garibaldi “Luigi Clerici” comandata da Pier Luigi Bellini delle Stelle. In una serie di cinque articoli su l’Unità del marzo 1947 (due anni dopo), il comandante partigiano Walter Audisio, detto Colonnello Valerio, si accollò l’onore di essere stato l'unico autore dell'uccisione dell’arrestato, nell'ambito di una missione cui avevano partecipato anche i partigiani Aldo Lampredi, Guido Conti, Michele Moretti e Pietro Gatti per dare esecuzione all'Ultimatum del 19 aprile 1945 e all'articolo 5 del Decreto per l'amministrazione della giustizia, approvato a Milano il 25 aprile dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.
Il giorno successivo, i cadaveri furono appesi a testa all’ingiù a Milano, in Piazzale Loreto, dove erano stati impiccati alcuni partigiani.
La responsabilità dell'esecuzione fu poi rivendicata dallo stesso Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia con il comunicato del 29 aprile 1945, ma la vicenda dalla citata Unità lasciò sempre molti dubbi.

      978) - 30 aprile 1945 - Suicidio di Adolf Hitler e di Eva Braun.
Da quando, nel 2009, l'esame Dna ha escluso che fosse di Hitler il teschio conservato in Russia sono ripartite le speculazioni.
Hitler riuscì a fuggire dal bunker per riparare alle Canarie? Lo sostiene un ex-agente Cia, tentando di dimostrare sulla base di 700 documenti che il capo del nazismo non si uccise a Berlino. In uno dei documenti esaminati è scritto: "Gli ufficiali dell'esercito americano in Germania non ritrovarono il corpo di Hitler né alcuna fonte affidabile che fosse morto".
Non sembra una novità ed è compatibile con la storia ufficiale con cui la stessa FBI chiuse il caso nel '56. Ad entrare a Berlino nell'aprile '45 fu infatti l'Armata Rossa e furono i sovietici a penetrare nel sotterraneo dove Hitler si era rifugiato in gennaio assieme al suo seguito, composto dal segretario Martin Bormann, Eva Braun e Goebbels. Secondo la versione ufficiale, Hitler si suicidò ingerendo il 30 aprile una capsula di cianuro - dopo averne fatta ingerire un'altra a Eva Braun -  e poi si sparò.
Stalin ebbe prove dell’autenticità del corpo grazie alla dentatura del Führer recuperata dai servizi e identificata dall'assistente del dentista di Hitler, prigioniero dei sovietici. Il teschio e la mascella erano, nel 1945, le uniche tracce possibili per l’identificazione. Identificazione autentica? Nel 2009 la clamorosa svolta che ha ridato fiato alle ipotesi di fuga: l'analisi del Dna, effettuata dalla biologa molecolare Linda Strausbaugh, stabilì che il cranio era di una donna oltre i 40 anni, non Eva Braun. In altre parole, il cranio che i russi credevano fosse quello di Hitler - conservato nell'archivio Urss – non è cosa sicura.
Ci sono innumerevoli testimonianze di quanti dicono di aver visto il capo nazista in fuga e zero testimonianze del suicidio: nessuno ha visto Hitler togliersi la vita e nessuno ha fotografato il corpo dopo il decesso. E la mandibola? E’ attendibile un aiuto-dentista allora catturato dall'Armata Rossa? Poteva esprimersi liberamente?
Personalmente, propendo ancora per la tesi del suicidio.

      979 - 18 Aprile 1948 – Elezione di Camera e Senato
Per la prima volta, gli italiani – maschi e femmine - votano per le due Camere. Mi ricordo la battaglia difficilissima per evitare la fine della Bulgaria, Romania, Polonia, Jugoslavia, Cecoslovacchia: ufficialmente indipendenti, ma, in pratica, schiavi di Stalin. Fino al 1947, sembrò che i comunisti (Fronte Popolare) riuscissero a farcela. Basti dire che Stalin si batteva affinché la Libia restasse colonia italiana (il trattato di pace era in preparazione). Solo alla fine del ‘47 Stalin dubitò del successo e subito cambiò idea battendosi per la libertà della Libia.
I risultati furono molto più netti del previsto: il Fronte Popolare si fermò al 31% mentre la Democrazia Cristiana da sola superò il 48%.
Seguirono mesi molto turbolenti che culminarono il 14 luglio nell'attentato contro Palmiro Togliatti, colpito da tre colpi di pistola mentre usciva da Montecitorio, sparati dal Antonio Pallante, studente di giurisprudenza fortemente anticomunista. Il paese precipitò sull'orlo di una guerra civile. La leggenda vuole che solo la vittoria di Gino Bartali al Tour de France, riuscì a ristabilire un po' di calma.
Nel 1992, qualche anno dopo l’apertura degli Archivi di Mosca, lo storico Franco Andreucci ritrova una lettera scritta da PALMIRO TOGLIATTI (da Mosca) il 15 febbraio 1943 ad un italiano allora funzionario del Komintern in Italia. Questi aveva chiesto a Togliatti di fare qualcosa per i tanti prigionieri italiani nei Gulag russi. La risposta del “Migliore” fu agghiacciante: “””...Sono in disaccordo con te sul trattamento dei prigionieri. Non sono per niente feroce, come tu sai. Sono umanitario quanto te, o quanto può esserlo una dama della Croce Rossa. La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso la Unione Sovietica, è stata definita da Stalin, e non vi è più niente da dire. In pratica, se un buon numero dei prigionieri morirà, in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente niente da dire.”””
Guardando nella foto il compagno Palmiro Togliatti colla compagna Nilde Jotti, gli Alpini ricordino come fu distrutta la Divisione Cuneense e come i suoi soldati morirono quasi tutti nei Gulag.

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