CHE BEL PAESE! (Maggio 2015)

      Il disegno di legge sulla riforma scolastica è approdato in Commissione. Prevedo che sarà trattato come tutte le cose serie in Italia: cioè, male. Fa compagnia ad altri italici comportamenti, che dimostrano la nostra immaturità democratica, malgrado tutti gli elogi e festival alla Costituzione, alla Liberazione, alla Democrazia, alla Resistenza, a Quanto Siamo Bravi.... Esempi?
      1) L'Italicum è un sistema elettorale che permetterebbe al vincitore di governare per cinque anni, fatta salva la sua libera cacciata dopo tale periodo, se insoddisfatti. Come Obama che, democratico, ha Senato e Camera repubblicani; eppure può governare. Ma nessun italiano - sindacati compresi - vuole privarsi del privilegio di poter ricattare il governo quando gli pare.
      Noi coltiviamo il mito della instabilità governativa. Lo stesso nella scuola.
      2) Molta Italia si è indignata perché, quando il ministro Gentiloni riferì sui fatti relativi al volontario laico ucciso in Pakistan da un bombardamento americano, l'aula era semivuota. Se fossi stato parlamentare, anch'io non sarei andato, perché non era interrogazione da porre. In ogni caso, da ministro avrei risposto che l'Italia non è l'India. Nel fatto, chi è il nemico? L'ISIS che sgozza i cristiani o chi bombarda l'ISIS? In quell'azione, uccisero i tre capi terroristi; il che vuol dire che non fu un errore.
      Nel 1940, quando scoppiò la guerra, mia zia lavorava in una città nemica, che fu bombardata dall'asse Roma-Berlino. Scampò, ma non pensò nemmeno un momento di dire: non dovevano bombardarla perché c'ero io, con residenza nota alle nostre autorità.
      I morti sono sempre un dolore, ma, in guerra - come l'attuale contro il terrorismo - il capitano porta in battaglia la sua compagnia pur sapendo che parecchi moriranno. Altra caratteristica che ci distingue: la nostra maestria nel voler travisare la verità.
      3) E veniamo alla scuola. Renzi, pur con alcuni errori, seguendo l'indicazione europea (entità che gli italiani celebrano e festeggiano, ma non vogliono), si propone - com'è giusto - di eliminare le Graduatorie ad Esaurimento (GAE), immettendo in ruolo, in primis (ripeto in primis, poi si vedrà) tutti gli iscritti in tali graduatorie che, nell'ultimo triennio, abbiano comunque insegnato, tanto o poco, nelle scuole statali. Sarebbe un colpo decisivo al precariato, ma sindacati, studenti, personaggi vari non vogliono. Vogliono l'assunzione di altre persone, non nelle GAE, in modo tale da non eliminare le GAE, cosicché ci sia sempre la possibilità di future rivendicazioni sindacali.
      Ho letto alcuni emendamenti: terribili nella loro volontà di mantenere le cose come stanno, cambiando apparentemente tutto, ovviamente. Il timore è che il conservatorismo riesca a bloccare tutto, in modo da permettere ai professionisti di continuare a sobillare il "poppolo".
      Con quest'ultimo esempio di gattopardismo, di disprezzo delle necessità dei giovani (e del merito; sì, proprio del merito), mi taccio, rallegrandomi che i miei nipoti frequentino ingegneria col fermo proposito di andarsene da questo Bel Paese.

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