La perfetta Letizia 19

I FRUTTI DELL'INVIDIA (Maggio 2005)

Leggo su periodici cuneesi (anche cattolici) vibrate prese di posizione contro la riforma della scuola messa in cantiere dalla perfetta Letizia (Moratti). Non credo di essere tenero con la Letizia, ma gli attacchi sulla riforma mi lasciano perplesso.
      Leggo che non si vogliono scuole di serie A ed altre di serie B; ma su che cosa si baserebbe la differenza? A detta di alcuni docenti, da me sentiti, su due punti:
      1°) L'eventuale passaggio dell'istruzione professionale alle Regioni;
      2°) La netta divisione fra istruzione liceale ed istruzione professionale.

      Il primo mi sembra un ragionamento razzista: se tu non hai fatto un liceo, sei un cittadino di serie B. E perché? Perché non hai studiato il latino né la filosofia? Vorrei provare a dire al mio elettrauto, che ha fatto "solo" le professionali: scànsati, che sei solo di serie B. Siccome è più intelligente di me, senza parlare, mi metterebbe semplicemente 100 euro in più nel conto. Siamo seri!
      Il secondo è il tipico ragionamento dell'invidioso, che ragiona così: siccome mio figlio è asino, lo siano anche tutti gli altri. Perché, in fondo, è questo che si vuole, quando si pretende che l'insegnamento sia omogeneizzato per tutti.
      Magari avrò torto, ma non me la sento di aderire ad un ragionamento del genere. Sono portato a pensare: mio figlio è asino? La scuola cerchi di cavare da lui tutto quello che si può cavare, anche se sarà poco; ma, nel contempo, cerchi di spremere dalle teste fini tutto quello che da esse si può spremere.
      Il succo della riforma è tutto qui. Che, poi, la gestione sia criticabile, sono stato uno dei primi a denunciarlo.
      Comunque, secondo me, sarà difficile farla progredire: l'invidia, che va di pari passo con la demagogia, avrà il sopravvento. L'ultimo posto in Europa, in materia d'istruzione, continua a far felici molti.
      Evviva!

Nella foto: (Maggio 1987) - Il dott. De Rosa, Provveditore agli Studi di Torino, saluta il Provveditore di Cuneo, dott. Martinelli, il giorno del suo pensionamento.

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