(Settembre 2008)

PILLOLE DI CONFUCIO 13
{con riso)

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"Lo studioso che vuole una vita confortevole non un vero studioso"
(Confucio, da AnaSecta XIV, 3)

O

Lo sposo all'ospedale, la sposa gli accanto e gli regge la mano.
      "Cara...dove sei...?"
      "Sono qui, caro, sono qui. Dove potrei essere? Ti sono accanto, come sempre. Ti ricordi quella volta che sei caduto dalla moto e ti sei rotto la gamba? lo ero accanto a te! E ti ricordi quando hai dato l'esame, e hai fallito, ed eri depresso? lo ero accanto a te! E quando hai aperto il negozio, ed fallito... lo ero accanto a te. E quando quei ladri ti hanno picchiato? lo, solo io, ero l, accanto a te... E quando..."
      "Scusa cara, ma sai cosa penso?"
      "Dimmi caro".
      "Penso... penso che tu mi porti sfortuna!"

O

Il vecchio vescovo ha sempre avuto il terrore della paralisi. Una sera, durante una cena di gala, la madama sedutagli di fianco lo sente singhiozzare sommessamente.
      "Ecco, lo sapevo, lo sapevo...La paralisi...Non mi sento pi la gamba, non mi sento pi la gamba...".
      La signora si china rispettosa verso di lui: "Monsignore, mi scusi se interrompo il suo lamento, ma mezz'ora che sta pizzicando la mia gamba!".

O

"Dottore, ogni notte in sogno vedo elefanti rosa che danzano in una stanza bianca".
      "Ha visto lo psichiatra?"
      " No, solo elefanti rosa, per ora".

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Nota. Le massime di Confucio, in grassetto sono nella traduzione di Michele Ferrero.

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