LA PRESIDE (Aprile 2023)

      Chiariamo un concetto: chi è fascista? Colui che aderisce al fascismo, movimento politico che "descrive se stesso come una terza via alternativa a capitalismo liberale e comunismo marxista, basata su una visione interclassista, corporativista e totalitaria dello Stato, contraria alla democrazia di massa". Virgolettato, prerché preso da internet. Ed ora passiamo alla preside.
      Per alcuni giorni ho cercato di chiarirmi il perché una preside di Liceo abbia scritto una lettera al ministro dell’Istruzione Valditara, suo superiore, richiamandolo al suo dovere di combattere la rinascita del fascismo. Ho letto tutto il possibile sul fatto e mi sono fatto un’idea.
      Tutto nasce dallo scontro a Firenze fra due collettivi studenteschi (come sono pudico|) – uno con sigle della sinistra e l’altro di associazioni di destra – che si sono incrociati nelle contemporanee manifestazioni. Il corteo di sinistra ha sfilato per il capoluogo toscano inneggiando alle foibe e sventolando bandiere dell’Unione Sovietica e della Jugoslavia del maresciallo Tito. Gli slogan più ripetuti erano: “Meloni fascista, sei la prima della lista”, “Fascisti carogne, tornate nelle fogne” e così via.
      Al gruppo di destra, giunto a contatto, non è parso vero di poter urlare altrettante cose contrarie e sono venuti alle mani. Una scazzottata come si deve. Erano studenti, ma non rappresentavano alcuna scuola anche se erano nei pressi delle scuole da loro frequentate (con che profitto non si sa).
      Mi ripeto la domanda: che c’entra Valditara?
      La stampa ritenuta perbene ha lanciato nuovamente l’allarme contro il pericolo fascista. Ma qual era la parte fascista? La stampa, sempre ritenuta perbene, però si è subito affrettata a scrivere che è stata violenza squadrista fascista del gruppo di destra. E l’altro gruppo? Non ha picchiato? Non ha inneggiato a feroci (ripeto feroci) dittatori del passato?
      Al di là di come siano andate realmente le cose, è ovvio che la violenza va condannata senza se e senza ma, chiunque sia l’aggressore. Io, leggendo le notizie, mi chiedo perché si condanni sempre e solo la cosiddetta violenza fascista di destra e mai quella di sinistra. Forse la pensano come me: ogni violenza è fascista. Mi ricordo che, ai tempi di Togliatti e di Paietta, il comunismo non ammetteva che ci fosse qualche idea non comunista che non fosse fascista. O noi o il caos. Inoltre, mi fa pensare ad Augusto Guerriero (che si firmava Ricciardetto), magistrato, giornalista e saggista, che sosteneva che fascismo e comunismo erano semicirconferenze di un cerchio che combaciavano nel punto d'incontro.
      E Valditara, che, fra l’altro, io non ho votato?
      Non contraddico la preside Savino, che dà consigli al suo ministro circa ciò che deve fare; rispetto le sue opinioni ed i suoi comportamenti, logici colla sua aderenza al PD, come risulta da precedenti sue candidature. Fra l’altro, io votai PD parecchie volte.
      Ma Valditara fascista non lo vedo, per quello che so di lui. Allora matura in me un onesto criterio per valutare le persone: le persone più fasciste non sono quelle che combattono l’antifascismo, ma quelle che, con mente ideologizzata, ritengono fascista chi fascista non è: basta che non la pensi come loro.
      Concludendo, non c’è più fascista di un antifascista. E' un’opinione, non da tutti gli antifascisti-fascisti rispettata. Ma è tipico di entrambe le parti non rispettare le opinioni altrui.

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