(sonoro)

da LUCE E FORZA dell'Agosto 1924

Ai miei cari Parrocchiani,

A voi, miei cari parrocchiani, presenti in paese o sparsi per il mondo, conosciuti e noti o appena semplicemente legati da quel vincolo di nostalgia che vi ricorda sovente il vostro paese e quanto al vostro paese appartiene, va il primo saluto, in questo giorno solenne, il primo palpito di "Luce e forza", il nostro nuovo bollettino parrocchiale che, speriamo, verrà ogni mese a parlarvi di Novello e di quanto in Novello si fa o si vuole per il bene comune.

Come si chiama il Bollettino

E' un titolo che parrà forse un po' strano - LUCE E FORZA - o meglio un po' nuovo. E' invece il compendio di quanto si propone di fare il piccolo modesto foglio. Portare la luce:

luce intellettual piena d'amore

luce alle anime, luce alle intelligenze. Esso quindi porterà la buona parola di chi deve guidarci nel dubbio, nelle incertezze, nelle perplessità. Ci parlerà dei nostri doveri, dei gravi problemi che ci riguardano e ci illuminerà la via che dobbiamo percorrere per giungere al porto della beata eternità.
        LUCE: è la parola che ci suggerisce la nostra Santa Compatrona: Santa Lucia alla quale vengono a domandar la luce anche i lontani.
        E FORZA. E' la grande parola del nostro Santo Patrono S. Michele Arcangelo. A Lui va il pensiero e l'omaggio del nostro Bollettino, a Lui l'affidiamo, a Lui lo dedichiamo. La forza cristiana, quella che stilla dalla sua spada di fuoco contro quanto sa di male, contro tutti i Satana infernali, contro quanto cerca di impedirci i nostri doveri di cristiani, è quella che chiediamo. E il Bollettino ci parlerà di questa forza, per noi la implorerà, per noi porterà gli esempi degli eroi, per noi avrà un incoraggiamento, un conforto, una parola sempre, specie quando questa forza starà per venirci meno nelle dure lotte quotidiane della vita.
        LUCE E FORZA... è anche il simbolismo ben tradotto nella testata indovinatissima, opera dell'illustre Cav. Attilio Mussino di Torino: in mezzo si innalza la fiaccola destinata a portare luce, e fan da contorno i rami di quercia simbolo di forza; ai lati i nostri gloriosi Protettori da cui questa luce e questa forza noi imploriamo per il nostro caro paese che campeggia nel centro del disegno.

Il suo scopo

Unico scopo: far del bene. Non dunque delle personalità, non della politica, non delle critiche, non dei pettegolezzi. Il Bollettino, ci tiene a dichiararlo nel suo primo giorno di vita, sarà nemico di nessuno e vorrebbe avere tutti amici, avere da tutti un sorriso, la buona accoglienza che si fa sempre a chi viene per farci del bene.
        E voi, o parrocchiani carissimi, ricevetelo volentieri, amatelo, leggetelo, mandatelo ai vostri parenti, ai Novellesi lontani a cui parlerà di noi e sappiatelo anche compatire se, come tutti noi, avrà dei difetti e se non sempre dirà ciò che a noi piace. E' questo unicamente quanto egli vi domanda. Ed entrando nelle vostre case vi porti ogni volta la benedizione di Dio.

Il vostro aff.mo Parroco

 

 


 

da LUCE E FORZA del Novembre 1924

AVVISO

Il nostro Bollettino vuole arrivare in tutte le famiglie e portare anche la sua parola buona e il pensiero del paesello natio a tutti i Novellesi residenti fuoti, operai, servitori, soldati, ecc. Si pregano quindi le famiglie che non lo ricevessero a far sapere al Parroco e coloro che hanno parenti e amici fuori e a cui il Bollettino possa tornare gradito a farne conoscere l'indirizzo. Ripetiamo che a tutti è dato gratis e il Parroco sarà contento se colle spontanee offerte di chi potrà, riuscirà a pagare parte delle spese di stampa e di posta.

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Abbiamo ordinato un po' le classi del Catechismo domenicale.
        Per norma dei genitori diamo qui l'elenco delle classi.
        La classe I mista si fa nell'Asilo (Salone) e ne è insegnante la Direttrice dell'Asilo Suor Colli. A questa classe sono obbligati tutti gli alunni e alunne che frequentano la I elementare. Possono pure partecipare i bimbi dell'Asilo.
        La classe II mista, si fa pure nell'Asilo. E' tenuta dal Sig. Vicecurato D. Grosso. Sono obbligati a questa tutti coloro che sono iscritti alla II elementare.
        La classe III mista, è affidata alla Sig. M. Tarditi Serafina e si fa in Confraternita (stanza sopra la sacrestia). Devono appartenere a questa classe tutti gli iscritti alla III elementare del capoluogo.
        Coloro che sono iscritti alla III elementare delle frazioni hanno per il Catechismo domenicale una sezione a parte: la III mista delle frazioni affidata alla Sig. Stra Felicina. Purtroppo devo dire che per ora è la classe meno frequentata. Spero che non sarà più così d'ora in avanti.
        La classe IV mista si fa nella scuola annessa alla Chiesa di San Sebastiano ed è tenuta dalla Sig. M. Ida Baron. Vi sono obbligati tutti gli iscritti alla IV elementare del capoluogo.
        Quelli delle frazioni che non vanno in IV o vanno in altri paesi ma che non hanno ancora fatto la IV classe di Catechismo, sono pure obbligati al Catechismo domenicale. Per questi è istituita una sezione speciale affidata alla M. Suor Lucia nell'Asilo (sala del laboratorio).
        Finalmente esiste una V classe di Catechismo domenicale a cui sono obbligati tutti coloro che sono stati promossi dalla quarta. Questi devono studiare il catechismo grande. Si fa pure, per ora, nell'Asilo.
        Per tutti il Catechismo è tutte le domeniche dalle ore 10 alle 11 eccetto la prima domenica d'ogni mese che è destinata alla Comunione. Dovranno avere il libretto prescritto nelle scuole e quelli di quinta il Catechismo grande. I genitori procurino di farli iscrivere e se qualche volta i loro figli mancheranno, saranno avvisati con apposito biglietto.

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Apertura dell'anno scolastico

Lunedì 20 una lunga teoria di fanciulli e bimbi dell'Asilo accompagnati dalle egregie Insegnanti, sfilava alla parrocchiale per assistere alla Messa di apertura dell'anno scolastico. Rivolgeva brevi parole di esortazione allo studio il R. Sig. Arcipr. celebrante all'Altare del Carmine.
        Per norma dei genitori enunciamo: la Maestra Angiola Ida Baron fa quarta, la maestra Serafina Tarditi fa terza, la maestra Luisa Cometto fa seconda, la Maestra Carla Borio Tarditi fa prima.
        Nei sobborghi: a Panerole la Maestra Giaccardi Veronica; a Bergera maestra Moreni; a Fornaci la maestra Egle Ferrero; a Moriglione la maestra Grosso.

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LA FESTA RELIGIOSA (Centenario della Compagnia di S. Luigi - 31 Agosto 1924)

Riuscì degna del grande avvenimento. I nostri Luigini preparati con un triduo da pari suo dal Rev. Mons. Falletti Arciprete di Diano, si imposero all'ammirazione del paese specie alla Comunione generale e alla solenne processione.
        A questa presero pur parte le rappresentanze numerose delle Compagnie di S. Luigi di Corneliano d'Alba, di Cherasco (S. Bartolomeo), di Pocapaglia, di Monchiero, di Monforte, di Narzole (S. Nazario), di Roddino, dando luogo ad una imponente e originalissima sfilata di soli Luigini che fece la migliore delle impressioni. Numerosa pure la rappresentanza degli ex Priori della compagnia tra i quali ci è caro ricordare i due veterani il Comm. Giordano e l'ottantenne Sig. Pirra Giov. Batt.
        Accompagnava la processione la rinomata Banda di Narzole e fu portata per la prima volta l'artistica statua di S. Luigi, pregiato lavoro della Ditta Delago di Val Gardena, prezioso regalo che gli ex Priori e le varie Compagnie Religiose vollero fare alla Compagnia di S. Luigi come ricordo del Centenario.
        La nostra giovane "Schola cantorum" eseguì una nuova Messa in parte dell'Haller e in parte del M. Ghigo, composizione facile e melodica, molto adatta ai nostri cantori principianti. Fu oratore facondo della bella giornata il M. R. Padre Giovanni Fazio dei preti della Missione di Casale.

LA FESTA CIVILE (Centenario della Compagnia di S. Luigi - 31 Agosto 1924)

Anch'essa fu all'altezza della storica data. Numerosissimi i forestieri, animati i giochi, ordinatissimo lo svolgimento. La Banda di Narzole tenne uno sceltissimo concerto a sera sotto la sfarzosa illuminazione elettrica, mentre si sbizzarrivano nel cielo i razzi e le piroette dei fuochi artificiali.

IL BANCO DI BENEFICENZA (Centenario della Compagnia di S. Luigi - 31 Agosto 1924)

Fu certo il numero più importante della festa per la sua ricchezza e per il vantaggio che apportò all'Asilo a cui esclusivo favore era stato preparato. Aveva atteso ad allestirlo con pazienza certosina il Comitato delle Signore e Signorine del paese sotto l'abile presidenza della Sig. Maria Lanuchi e a loro si deve se grazie al loro zelo l'Asilo ha quasi ultimato il pagamento delle gravi spese incontrate per i restauri del fabbricato e l'acquisto del fabbisogno per il suo funzionamento. L'incasso effettuato dall'Asilo, tra offerte e banco è press'a poco uguale a quello di due anni fa e cioè di L. 12.000 circa. Restano a pagare ancora alcune spese ma resta anche a consumare molti oggetti, tra i quali alcuni di alto valore, quale quello di S. M. il Re.
        Come si vede i due banchi di beneficenza (quello di quest'anno e quello del 1922) si possono veramente chiamare i salvatori dell'Asilo. Proprio che la Provvidenza non manca mai, e mentre veniva meno all'Asilo l'aiuto della Cassa R. obbligata a criteri di economia, s'apriva la fonte della pubblica beneficenza in questo modo straordinario e geniale. Siano dunque rese grazie alle gentili e benefiche persone che per il Banco di beneficenza lavorarono, raccolsero, ordinarono, distribuirono e a quelle tutte che o imprestarono roba o dando il loro lavoro resero possibile la benefica lotteria. Ricordiamo qui tra gli altri a titolo di riconoscenza il Sindaco Cav. Anselma che costruì gratis il banco, i Sig. Sangiano che diedero gli assi, e la Ditta Piemonte Centrale col suo bravo impiegato Sig. Chiuminatti che ci regalarono l'energia per l'illuminazione elettrica.
        Daremo a riguardo dell'Asilo nel prossimo numero un resoconto più minuto della situazione. Per ora basterà dire che grazie a queste entrate, il debito è ridotto a circa L. 3.000 (tremila). Permane però lo squilibrio del bilancio nel senso che le entrate annuali (rendite, azioni, rette di bimbi, offerte, sussidi, ecc.) non pareggiano ancora le uscite (imposte, stipendi, combustibili, luce, riparazioni, ecc.). Ma anche a questo si spera giungere fra non molto se la generosità dei benefattori non verrà meno. Intanto un passo non ordinario verso la sistemazione l'Asilo lo farà ricevendo il generoso lascito Allara di L. 10.000 che daranno la rendita di L. 500 annue.
        Un valido aiuto al banco di beneficenza lo diedero pure i nostri Villeggianti che vogliono tutti bene al nostro Asilo. A loro che ora sono ritornati alle loro città il ringraziamento dei Novellesi, l'augurio di buon inverno e di felice ritorno fra noi nel prossimo autunno.

 

 


 

da LUCE E FORZA del Dicembre 1924

S. Lucia - 13 Dicembre

E' la tradizionale festa e fiera della Santa più popolare e venerata in Novello.
        Daremo anche di questa Cappella, a suo tempo, alcuni cenni storici. Per oggi ricordiamo, specie ai forestieri che forse son già venuti a Novello e non han visto la Cappella di S. Lucia, alcune notizie.
        La Cappella di S. Lucia è scavata sotto terra in un podere di proprietà del Comm. Avv. Giordano L.. Fu restaurata pochi anni fa e non ostante l'umidità che fa ostinata guerra, grazie al doppio muro che la difende, si presenta graziosa e pulita. La fiera di S. Lucia è antichissima a Novello e il singolare santuarietto è meta in tal giorno di innumerevoli forestieri. Se il tempo lo permetterà speriamo avere anche quest'anno un imponente concorso tanto più che quest'anno avremo pure il Banco di Beneficenza a favore del nostro Asilo.
        Le funzioni saranno, come gli altri anni, tutte al Santuario: così distribuite:
        Venerdì 12. Ore 17, Salve; seguirà il tradizionale falò.
        Sabato 13. Ore 7, 1° Messa e Comunione. - Ore 10,30, Messa solenne in musica. - Ore 15, Vespro, Panegirico e Benedizione colla Reliquia di S. Lucia.
        Presterà servizio la nostra brava cantoria maschile che comincia a farsi onore. A beneficio del Santuario si posso acquistare oggetti di ricordo e immagini.

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4 Novembre

Novello, sempre sensibile ad ogni manifestazione patriottica, commemorò il sesto anniversario della vittoria in maniera veramente solenne e cristiana.
        Al mattino, Autorità, sodalizi, scuole e numerosissimo popolo raccolto in chiesa attorno ad un magnifico catafalco, sentirono la Messa celebrata dal Rev. Sig. Arciprete dietro invito dell'Associazione Combattenti e Mutilati.
        Terminata la funzione si formò il corteo alla lapide dei caduti in piazza S. Anna percorrendo la Strada Nuova. Vi parteciparono i militi, i combattenti e mutilati, le scuole, le autorità cittadine, le società militari in congedo, Tiro a Segno, Mutuo Soccorso e Cassa Rurale tutte con bandiera. Dietro seguiva un popolo immenso.
        Commovente fu l'appello dei 36 caduti fatto dal Sig. Tarditi Francesco. Più d'uno si vide tergersi le lacrime.
        Recitate le preci di rito, i combattenti con gentile pensiero deposero ai piedi del marmoreo ricordo una corona di quercia ed alloro ed i bimbi al canto del Piave sfilarono innanzi salutando romanamente e deponendo essi pure una corona di crisantemi.
        Apertosi dinuovo il corteo sfilò in piazza Vittorio ove si sciolse al canto degli inni nazionali e fra gli evviva inneggianti alla vittoria.

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S. Cecilia

Sabato 22 u. s. la nostra Schola Cantorum maschile festeggiò per la prima volta Santa Cecilia. Alle undici i cantori eseguirono messa solenne in musica in parte dell'Haller e in parte del maestro Michele Ghigo, indi si riunirono in agape fraterna nei locali della scuola.
        Durante il pranzo di 20 coperti regnò la più schietta e santa allegria. Nel pomeriggio si giuocò da tutti al pallone es a sera sull'imbrunire si chiuse la festa con la recita del Rosario e benedizione. I cantori inviano, a mezzo del Bollettino, i loro più sinceri ringraziamenti al Rev. Sig. Arciprete ed al maestro M. Ghigo che tanto si adoperano per il buon esito della scuola.

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Funebri

Dopo brevi giorni di malattia, la notte del 29 Ott. u. s. spirava fra le braccia del figlio Pietro la signora Graziano Antonina moglie Rostagno. La sua morte, così inaspettata, lasciò un largo compianto in tutti i Novellesi che ammiravano in Lei un raro modello di madre cristiana. I suoi funerali riuscirono imponentissimi e circonfusi di una mestizia tutta speciale.
        All'assoluzione della salma disse brevi parole il Rev. Sig. Arciprete ed al camposanto ringraziò gli intervenuti il sig. Camerano di Barolo consigliere provinciale.
        Lunedì, 1 dicembre, avrà luogo il funerale di trigesima . Per la circostanza la Sxhola Cantorum eseguirà la prima volta la messa funebre a due voci del Bottazzo , essendo due suoi figli, Enrico e Mario, membri della cantoria.

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Sabato 22 Nov. verso le tre pomeridiane il buon vecchio Passone Domenico detto il Biondino faceva ritorno a casa da Monchiero recandosi sulle spalle un tubo per stufa.
        Giunto sul passaggio a livello della strada ferrata che dai Fornaci mette alle roccie di S. Nicola, non si sa come, fu colpito dal treno viaggiatori proveniente da Torino.
        Nessuna parte del suo corpo fu salva: la testa spaccata ed appena riconoscibile, le membra stritolate, la cassa toracica aperta, le vesti a brandelli.
        A sì ferale notizia , accorsero sul luogo dell'accaduto i parenti, gli amici e le autorità civili e ferroviarie per la ricognizione del cadavere.
        La salma trasportata al paese ebbe le più solenni onoranze funebri lunedì 24 c. m. Seguivano il feretro un largo stuolo di parenti e numeroso popolo. Si notarono le bandiere della Cassa Rurale e della Società Militari in congedo, di entrambe socio attivo e affezionato.
        In Passone scompare un'altra cara e simpatica figura di cittadino e cristiano. Le sepolture e le processioni l'ebbero sempre presente ed ancora in queste rigide mattinate era solito venire a messa prima. Nato il 2 Ottobre 1839 contava 85 anni.
        Alle famiglie Rostagno e Passone, sì improvvisamente colpite, il Bollettino porge le più sentite condiglianze.

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Biblioteca circolante

Sono i giorni in cui bisogna per forza star tappati in casa e parte del tempo si impiega anche a leggere. Un buon libro è un amico, dice un proverbio, come è un nemico terribile un libro cattivo specie per la gioventù.
        Nel nostro asilo è aperta a tutti una biblioteca circolante di libri sani e dilettevoli (romanzi, avventure, libri di istruzione, vite di santi, ecc.). Tutti possono goderne e si consiglia a tutti di servirsene.
        Si paga una piccola tassa, cent. 10, per ogni libro che si ritira e questo serve per la rilegatura dei libri e per l'acquisto di nuovi volumi. Rivolgersi alle Suore dell'Asilo.

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