LE FOTO DA 51 A 60

51) - 1922 - Munsü Pinotu e Signora. Era lo speziale del paese, quando ancora non occorreva la laurea.
        Mi rimasero impresse due sue "medicine", utilizzate da noi ragazzi.
        1°) Certe pastiglie esagonali, di color rosa-violaceo, che credo servissero per la gola. Spesso le regalava a noi ragazzi, presumibilmente perché ci togliessimo di torno.
        2°) Le bianche pastiglie di "potassa" (clorato di potassio: KClO3). Servivano per fare i botti. Si prendeva una pastiglia, la si sminuzzava sopra una base liscia, un marciapiede o un battuto di cemento, ad esempio; si aggiungeva un pizzico di polvere e si mescolava; ci si posava sopra una pietra liscia (un pezzo di marmo, un pezzo di piastrella, eccetera), ci si saliva sopra col tacco e, con l'altro tacco, si dava un colpo (si battevano i tacchi come quando si scatta sull'attenti). Il botto - non piccolo - era assicurato. E, spesso, anche il dolore al tallone.

52) - 1924 - Di questa signora non so nulla, ma mi è sempre piaciuta la foto, come mi è sempre piaciuto l'aspetto signorile e fiero della persona, che immaginavo nobildonna. Invece, mi dissero che si chiamava Marcella ed era contadina.

53) - 1924 - Tre commilitoni novellesi, del periodo dopo la prima guerra mondiale.
        Quello a sinistra si chiamava Modesto ed era un ottimo giocatore da scopa. Mio padre, scopista anche lui, lo cercava sempre come conpagno di coppia al caffè (il termine "bar" non c'era ancora...).
        Di quello di centro non so nulla. Mi viene in mente una frazione di Novello (Gregori), ma non vado oltre per non sbagliare. Altri mi dicono che sia un Rosso dei Bergera.
        Quello a destra era Toni dei Corini, conosciutissimo per i vari e preziosi servigi che, come fabbro dilettante, forniva ai compaesani. Nel 1960, lui anziano ed io giovincello, ci trovammo consiglieri comunali assieme.

54) - 1924 - Un bersagliere novellese (dove "imperversano" le penne nere) è cosa rara. Mi hanno detto che era dei Loschetti (frazione di Novello), dal che deduco che doveva chiamarsi Stra, cognome più in uso in quella frazione. Ho saputo che conobbe D'Annunzio e che partecipò, partendo dai Ronchi dei Legionari, all'Impresa Fiumana.

55) 1927 - Il cav. dott. Balocco, medico condotto del paese, con una signora. Dallo sfondo, la località non deve essere novellese; doveva trattarsi di una gita o di un viaggio. La signora (non ricordo il nome da signorina) era la moglie del ragionier Sarzotti.

56) 1929 - Chissà a quale gruppo appartenevano. Riconosco parecchie mie compaesane, ma non riconosco il luogo. Non è Novello; probabilmente, è una mèta di qualche gita o pellegrinaggio. Non è una git aperta a tutti, perchè sono solo donne, tutte di una certa età. Certamente, un qualcosa tipo le "Umiliate", quelle che, nelle processioni, vestivano di giallo.
        Per riuscire ad emergere, il parroco si è arrampicato sulla scala.

57) 1929 - Pietro Alessandria, il Maresciallo dei Carabinieri, padre della prof.ssa Annamaria, preside di Liceo Classico, e del dott. Silvio, per tanti anni sindaco di Novello (Silvio, non il padre).

58) 1929 - Anche di questo gruppo non so niente, anche se le riconosco quasi tutte. Hanno un cuore appuntato sul petto, come distintivo di appartenenza al gruppo.
        Nella fila in alto, la quinta da sinistra, vestita di nero con colletto più chiaro, è la moglie del Maresciallo Alessandria, di cui alla foto precedente.

59) 1930 - Questa foto è sui monti liguri, probabilmente ad Aurigo (IM), perchè vedo mia zia (la prima da destra) colà sposata.
        Al tempo della fienagione, le donne andavano ai "prai" (prati), per rivoltare il magro fieno falciato e per abballottarlo, per il trasporto coi muli o con la rudimentale teleferica (non c'era la Legge 626...).
        Mi raccontava mia zia che la grossa preoccupazione delle donne giovani era quella di coprirsi gambe, braccia, volto, mani per non abbronzarsi. Poichè il primo taglio avveniva a fine maggio, le donne che scendevano ad Oneglia già abbronzate erano subito individuate per contadine e poco considerate. A quei tempi, la stagione balneare cominciava solo a fine giugno, perciò ci si vergognava di essere indicate, a maggio-giugno, come contadinotte. .

60) 1932 - La seconda domenica di settembre, gli abitanti di Chiusavecchia (IM) si recano alla Maddalena, una chiesetta tra i boschi, silenziosa e discreta, raggiungibile attraverso un sentiero sassoso, a malapena percorribile in auto. Non ci sono grandi cerimonie, non ci sono banchetti di vendita, non c'è niente di niente.
        Soprattutto, non ci sono forestieri nè parenti venuti da lontano. E' un incontro veramente familiare, dove ci si ferma a mangiare sotto gli alberi, a gruppi familiari, senza frastuoni e senza fanfare.
        Nella foto, il gruppo con mio nonno Carlin, il gran patriarca in piedi, quasi ad affermare il suo patriarcato.

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